mercoledì 14 ottobre 2015

"Lo zoo" di Marilù Oliva: tra freaks e chirurgia estetica, un romanzo perfetto, oltre le apparenze

"Lo zoo", un romanzo da leggere
di Roberta De Tomi

Quale segreto cela la Tenuta delle Pescoluse? E chi è davvero la Contessa, la proprietaria di questa magione situata nel Salento? Con Lo zoo (Elliot Edizioni) Marilù Oliva si conferma penna di pregio, visionaria e al contempo capace di virtuosismi che accolgono tutta una serie di riferimenti e citazioni che ci riportano a tematiche archetipiche quali quelle connesse al mito di Prometeo. E non solo. Vediamo la recensione.



 Marilù Oliva conferma un talento narrativo peculiare ma al contempo capace di sorprendere il lettore, cosa non semplice nell'epoca in cui trame e trovate risultano fin troppo rodate. Lo zoo in tal senso rappresenta una vera e propria perla, capace di coniugare la visionarietà d'artista a una scrittura ricercata ed elegante ma alla portata di tutti. A questo si aggiunge l'effetto riflettente di un romanzo che rispecchia perfettamente le ossessioni e i vizi di una società afflitta dal culto dell'apparenza e dalla corruzione vestita da un irritante politically correct.

La vicenda si svolge nella Tenuta delle Pescoluse dove la Contessa ha collocato uno zoo molto particolare: nelle diverse gabbie sono ospitati dei freaks fatti rapire dalla protagonista, grande appassionata di chirurgia estetica, nonché ossessionata dall'immagine. In realtà, non si tratta di una passione fine a se stessa: la Contessa nasconde un segreto tanto terribile quanto grottesco che sconvolgerà i lettori.

Il culto dell'apparenza si esplica in tutte le sue forme ed espressioni: dalla chirurgia estetica, al matrimonio di interesse, si passa alla parvenza di rispettabilità che cela connivenze e forme di clientelismo radicato. Il riferimento alle dinamiche della società italiana (e non solo) governata da giochi di potere basati su conoscenze illustri e amicizie di comodo è lampante, insieme allo sfacelo umano (etico?) che si cela dietro allo splendore legato all'appartenenza a una classe sociale. Dietro l'opulenza si palesa l'aridità e il vuoto di un'umanità vanesia e narcisista, prigioniera di falsi miti e ipocrisie.

In questo contesto, i freaks, resi ancora più freaks dagli interventi estetici imposti dalla Contessa ed effettuati da un losco chirurgo, emergono in tutta la loro effettiva umanità. Spogliati del culto dell'apparire, le creature dello zoo - da sempre avvezzi all'isolamento imposto a causa delle loro deformità fisiche - risultano esseri genuini e non contaminati dai falsi miti. Marilù Oliva riesce a rendere perfettamente anche questo aspetto, mettendo a nudo le più intime lacerazioni di questi freaks "umani-molto-umani".

Personaggi delineati in tutte le loro più sottili contraddizioni, un'ambientazione in bilico tra opulenza (la tenuta della Contessa) e natura (il mare del e il Salento con i suoi scorci suggestivi) e un meccanismo che non si inceppa mai nel crescendo che giunge ad apici inattesi. Il giallo da cui scaturisce l'azione s'intreccia al grottesco e al surreale, manifesto di un romanzo che non si lascia incasellare nei generi così facilmente.

Tra citazioni e archetipi, i rimandi sono numerosi: dal mito di Prometeo e dunque a quello di Frankenstein, arriviamo ai Freaks di Tod Browning,  ma anche a certo grottesco che ci rammenta Buñuel per la componente critica e ironica (vedi Il fascino discreto della borghesia) e ancora Lynch, altro cineasta visionario che ha fortemente ispirato l'autrice.

Lo stile, ricco di virtuosismi e condito da un'ironia impeccabile, si pone ben oltre il mestiere. L'autrice sa raccontare oltre le righe questa umanità distorta, succube di miti falsificati  e di un'ipocrisia oltre le righe. Ma alla fine, si sa: lo specchio si rompe e Alice lo attraversa, raggiungendo in tal modo la spiazzante realtà che si svela sul finale.

In sintesi
Lo zoo è perfetto: tutti gli elementi si pongono in un equilibrio destabilizzante. Il libro è uno specchio della società e si erge su contrasti che esplodono mettendo a nudo verità sconcertanti. E si scopre chi sono i veri freaks, oltre le false mitologie. Un libro dall'impianto perfetto che coniuga esercizio di stile mai compiaciuto e una fantasia visionaria e ironica ma sempre congruente. Da leggere.

L'autrice: Marilù Oliva
Ha scritto saggi di storia contemporanea e di critica letteraria, tra cui Cent’anni di Marquez. Cent’anni di mondo (Clueb, 2010). La sua attività si lega soprattutto alla narrativa: oltre a racconti pubblicati on-line e su antologie cartacee e oltre a una sostenuta attività di critica per diverse testate web, ha scritto alcuni romanzi. I titoli sono: Repetita (Perdisa Pop, 2009), e quelli della Trilogia della Guerrera, ovvero Mala Suerte (Elliot Edizioni, luglio 2012), Fuego (Elliot Edizioni 2011) e ¡Tú la pagarás! (Elliot Edizioni, 2010). Marilù Oliva ha inoltre curato la raccolta di racconti Nessuna più (Elliot Edizioni, 2013), 40 scrittori contro il femminicidio. Per questo progetto editoriale ha scritto il racconto Io sono la chiesa. Nel 2014 ha dato alle stampe - sempre per Elliot - il romanzo intitolato Le sultane, mentre il 2015 è l'anno de Lo Zoo (Elliot Edizioni 2015).
Il suo sito è: http://www.mariluoliva.net/

Scheda tecnica del libro
Lo zoo
Marilù Oliva
Casa editrice: Elliot Edizioni
Collana: Scatti
Genere: Giallo/Thriller/Noir
Formato: Cartaceo e E-book
Pagine: 190
ISBN: 9788861929043
Prezzo: 15,00 € (Cartaceo); 7,99 (E-book)

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