lunedì 5 ottobre 2015

Ragione e Follia: un esordio "breve ma intenso" per Alessandra Giavazzi

di Roberta De Tomi

Non è certo facile riuscire a coniugare brevità e profondità al "primo colpo". Alessandra Giavazzi, che abbiamo già avuto il piacere di conoscere (vedi l'intervista di alcuni giorni fa), ha fatto un bel centro con Ragione e Follia (Lettere Animate). Questo perché l'autrice non lascia nulla al caso: ogni elemento del racconto nasce da un lavoro ponderato. In questo, si avverte una certa abilità, accanto alla capacità di disseminare indizi e di creare un avvincente gioco delle parti.
In particolare, si avverte una sicurezza e intenzioni che si traducono in un allucinante viaggio "a tutto-thriller" in cui il confine tra ragione e follia si disperde nella nebbia della crescente tensione.



Chiarezza mentale, introspezione che non gira mai a vuoto, indizi sparsi che trovano la loro collocazione, non così scontata. La vicenda è rodata e verte intorno al tema del doppio e del relativo fraintendimento, ma l'autrice, Alessandra Giavazzi, scafata e attenta ai dettagli, ha saputo fare una rivisitazione personale, giocando sulla tensione ben orchestrata. Ma vediamo cosa accade, in breve, in Ragione e Follia (Lettere Animate).

Giulio è sposato e ha un figlio; la sua vita sembra correre sui binari della normalità, anche se fin dalla più tenera età, e a seguito di un evento che ha segnato profondamente la sua esistenza e quella del fratello Leo, manifesta diversi problemi di natura mnemonica (e psichica). Questo passato emergerà e travolgerà la quotidianità del protagonista, in bilico tra follia e ragione, tra memoria e oblio.

Un uomo alle prese con il suo passato: un argomento archetipico in letteratura, in cui si ravvisano retaggi culturali connessi strettamente al senso di colpa e/o ai meccanismi di rimozione che ci permeano. Il passato sembra qualcosa che resta come un marchio indelebile; lo vediamo nei personaggi di Oscar Wilde, in quelle donne con trascorsi particolari destinare a lacerare l'apparenza di rispettabilità costruita nel presente a titolo di riscatto. Citiamo un titolo, Il ventaglio di Lady Windermere, a esempio di questo meccanismo.

Il rapporto tra Giulio e il suo passato si contraddistingue per un connubio stretto che intesse una trama di eventi in escalation, fino a uno scioglimento che lascia con diversi quesiti in testa. La mente di Giulio si svela con i suoi meccanismi più complessi. Il lettore assume completamente il punto di vista dell'uomo trovandosi a vivere le sue angosce più intime. Accanto troviamo personaggi simili a fantasmi, proprio in ragione della percezione dello stesso protagonista. La moglie, lo ama davvero? E chi è l'uomo in cui si imbatte, a un certo punto? E che ruolo gioca, Leo, nella sua vita?

Tante domande s'instillano nella nostra mente; parallelamente la vicenda presenta un interessante pretesto letterario, metodo anche questo rodato, che in questo caso, come per quello della trama e dei temi proposti, si ripropone in veste "rinnovata" e ben inserita all'interno della narrazione, in quanto arriva a sciogliere nodi insoluti della storia, instillando diversi interrogativi nel lettore.


Lo stile è pulito, semplice ma anche elegante e incisivo; ogni parola è al posto giusto e nella composizione degli indizi si avverte il lavoro meditato dell'autrice che tende alla descrizione. Rispetto a molti romanzi contemporanei, più giocati sull'azione e dal ritmo decisamente più sincopato, questo è più lento, ma pur sempre snello e fluido. La lentezza in certi punti arriva a creare un maggiore senso di sospensione, mai dissolta nella rivelazione.

Un ultimo aspetto, ma non per importanza, è la brevità: non è facile scrivere un romanzo breve ed efficace, soprattutto quando si fa riferimento a un'opera prima in cui si riesca a essere esaustivi e al contempo capaci di entrare nel cuore e nell'anima della vicenda. Alessandra è riuscita nell'impresa, malgrado qualche errore di battitura (riconoscibile)e alcuni momenti in cui il lettore si sente un po' disorientato; ma questo perché la vicenda è vissuta dal punto di vista del protagonista, oscillante tra ragione e follia.

Per concludere
Ragione e Follia è un esordio molto buono, coinvolgente, non scontato.Un brivido "breve ma intenso", in bilico tra due condizioni che non si lasciano catturare nella rete delle definizioni.

L'intervista e la scheda del libro, qui.

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