venerdì 23 ottobre 2015

Tutto cominciò con una mela: la filosofia Pop di Samanta Airoldi tra ragione ed... "express yourself"

Secondo libro per la filosofa
Samanta Airoldi
di Roberta De Tomi

L'ho scoperta con le Pillole di Filofollesofia e non posso negare che mi sono subito innamorata del suo approccio pragmatico e molto "pop" a una materia da sempre relegata nelle "alte sfere accademiche". Accade anche con la seconda opera, Tutto cominciò con una mela (Silele Edizioni ): con un linguaggio diretto e disinvolto, mai disgiunto a una notevole chiarezza mentale, Samanta Airoldi, come ci ha rivelato nell'intervista che le ho fatto alcune settimane fa, tratta tematiche care alla filosofia di tutti i tempi, con particolare riferimento a quella moderna e contemporanea, senza mai cadere nel tranello del criptico. Il risultato? Una lettura alla portata di tutti, adatta sia a chi è a digiuno della materia sia agli appassionati che intendono approcciarvisi in maniera differente accettando quella mela proibita per dogma e senza giustificazioni razionali, tesa sia da Samanta Airoldi sia dalla sua (nostra) amica... Sofia!

La ragione alla base di tutto. Il rifiuto a tutto ciò che si pone in maniera aprioristica: da ciò deriva il vero Peccato Originale che, come afferma la stessa autrice (insieme a Sofia), non è stato spiegato poi così bene. E il resto... è dogma, dunque qualcosa che si oppone alla filosofia e alla ragione a essa sottesa. Da ciò, nasce Tutto cominciò con una mela (Silele Edizioni), opera seconda della filosofa Samanta Airoldi. Un libro che nella forma e nella struttura è identico alle Pillole di Filofollesofia, anche se i temi sono nuovi e l'autrice prende diversi esempi da un media quotidiano, soltanto in apparenza lontano dalla materia in oggetto: la televisione.

Negli otto capitoli in cui è suddiviso il libro, troviamo un numero analogo di temi differenti: da "Il vangelo secondo Sofia" in cui sono enunciati i "10 Comandamenti" e i "7 Peccati Capitali", arriviamo all'estetica, passando per argomenti in cui religione, società e politica diventano protagonisti connessi alle enunciazioni di alcuni dei maggiori filosofi. Marx, Cartesio, Feuerbach; e ancora Kant, Hegel, Habermas, Simone de Beauvoir e Carol Gilligan.

Rispetto agli esempi pratici, anche in questo caso, il ventaglio si apre su un ampio numero di riferimenti, colti e non: dalla televisione con i diversi reality portati a esempio (il Grande Fratello, Le Iene; ad esempio), si arriva al cinema di Truffaut o di Allen e, ancora, al teatro con i testi di Euripide.

Le tematiche trattate ci riportano a noi e al mondo in cui viviamo, con particolare riferimento alla questione femminile: l'approccio pragmatico è efficace e mostra come la cultura non sia (soltanto e/o esclusivamente) un insieme di costruzione astratte poiché da essa nasce e si configura il mondo che conosciamo. E proprio la conoscenza, termine simbiotico rispetto alla cultura e alla consapevolezza, è il fulcro attorno al quale vertono tutti gli argomenti presenti nel libro. Questo perché, secondo l'autrice è dalla conoscenza che possono scaturire le scelte e le assunzioni di responsabilità che ci consentono di vivere con discernimento. Conoscenza che ci permette di esprimere noi stessi - salvo oggettive limitazioni fisiche o mentali - e che comporta consapevolezza e un esercizio ponderato della ragione, ben oltre canoni, modelli e "ragionamenti di gregge"; da qui consegue la conquista della libertà. Libertà che (attenzione!) non significa assenza di regole, ma capacità di discernimento e di ragionamento. E qua il cerchio si chiude e si ritorna sul tracciato della conoscenza.  

Troviamo tutto questo sia quando Samanta Airoldi spiega la differenza tra pluralismo e multiculturalismo, sia quando affronta temi quali la presenza di Dio o la chirurgia estetica; temi apparentemente agli antipodi, ma che si collegano sempre all'esercizio della ragione. Il tutto non si pone nell'ottica di una pretesa di verità; al contrario, l'autrice, che mostra di avere opinioni limpide e decise, vuole mettere il lettore nelle condizioni di riflettere sulle questioni poste. Il tutto secondo un'ottica positiva e costruttiva.

Lo stile di Samanta, diretto e chiaro, permette la comprensione della materia; inoltre l'utilizzo di esempi tratti dalla nostra realtà e dallo spettacolo consente di fissare meglio i concetti, stimolando la riflessione nel lettore. Inoltre l'autrice dimostra di prendersi sul serio ma non troppo: l'ironia in tal senso diventa uno strumento affilato, al servizio della ragione.

Per concludere:
Tutto cominciò con una mela è una lettura estremamente gradevole, capace di trattare questioni complesse in maniera leggera ma mai superficiale. Si pone in continuità con le Pillole di Filofollesofia, anche se ne discosta per trattare nuovi argomenti, attingendo a esempi tratti anche dalla televisione, il media che, soltanto in apparenza, pare come quello anti-filosofico per antonomasia. Samanta Airoldi dimostra il contrario e lo fa con ironia e intelligenza, senza avere pretese di spacciare verità preconfezionate. A parte, forse, quella della conoscenza.

L'intervista e la scheda tecnica di Tutto cominciò con una mela 

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