mercoledì 25 novembre 2015

Bocca di Rosa vuole soltanto l'amore: lettera aperta sulla Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne

Roberta De Tomi per  Words!

Cari lettori, care lettrici,
per una volta non ho voglia di snocciolare "dei numeri". I dati che fotografano l'incidenza del fenomeno, sono un elemento imprescindibile per attivare iniziative mirate a contrasto di quella piaga chiamata femminicidio. I numeri però non fotografano il sommerso. Quel dolore che una donna si porta dentro per una violenza subita o per un sopruso che colpisce più forte di uno schiaffo. E fa male. Malissimo. 


L'anno scorso, in occasione del 25 Novembre, abbiamo organizzato "25 Parole di donne" (vi rimandiamo al post in cui si parla dell'evento, qui mentre per il filmato cliccate qui).
L'evento ha visto la partecipazione di artisti straordinari cui rinnoviamo i ringraziamenti per i contributi (splendidi!) dati.

Per quest'anno il contributo alla Giornata Mondiale contro la Violenza alle Donne si restringe in un post, un pugno di parole che non vogliono arrivare al cuore dei lettori e delle lettrici per strizzarlo di emozioni che (forse) domani verranno accantonate.
Scrivere No alla Violenza può sembrare banale così come può essere banale continuare a ripetere alle vittime di violenza che devono avere il coraggio di denunciare i loro aguzzini.

Scrivere che non bisogna fare violenza a fronte di un mondo che nei fatti è violento (in modi e forme diverse) sembra un controsenso. Già perché la violenza si annida anche nella parola apparentemente più innocua. In un atto di esclusione. In uno sguardo. Per non parlare dei pregiudizi, degli insulti gratuiti che vediamo scorrendo la Home di Facebook. Parole offensive talvolta rivolte alle donne perché sono delle "poco di buono". Bocca di Rosa contro Bocca di Rosa, con il beneplacito di una Rivoluzione che sembra sempre più lontana nel tempo e dunque, dimenticata. Parole offensive che nascono da un coraggio indotto dallo schermo che ci separa dagli altri e ci fa pensare che possiamo dire tutto quello che ci pare. Insultare, offendere, a volte per uno sfogo. Ma poi ci troviamo a dire No alla Violenza sulle Donne. Dimenticandoci dell'atto precedente, della parola, del gesto che segnano un'anima.

Abbiamo tutti una parte di responsabilità con i nostri pensieri e le nostre azioni o con i nostri non-pensieri e le nostre non-azioni.  Tutti lasciamo anche in maniera inconsapevole un segno sull'anima di una persona. Note stonate in una sinfonia soffocata che attende solo di essere liberata. Graffi che non sempre riescono a rimarginarsi. Spesso questi graffi sono abissi in cui si dischiude un dolore magari celato, censurato. Oppure ribolle una rabbia che, si sa, è socialmente inaccettabile anche se così umana. Ma da questi graffi ne scaturiscono altri, in una catena che si estende, di persona in persona, sulla pelle di una donna, sulle guance di una donna che piange.

Una donna che vuole solo amore.
Non parole offensive.
Non stupidi pregiudizi.
Non l'obbligo di essere forte per nascondere il mondo interiore in collasso.
Non l'obbligo di comportarsi come un uomo per sfondare o per avere un lavoro. 

Bocca di Rosa amava l'amore. E per questo è stata allontanata. Ma lei voleva solo amore. Solo amore. 

(25 Novembre 2015 - Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne)




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