sabato 23 gennaio 2016

L'intervista: Doc Ingrid il caso dell'#1 tra natura, cultura, Taboo e diritti

Ingrid... non svela il volto, ma le parole...
di Words!

Per diversi mesi l'abbiamo corteggiata. E per diversi mesi, Ingrid Johansson, autrice di How2 Edizioni, ha glissato. Strategia del desiderio? O semplice rifiuto delle interviste? Non lo sappiamo, fatto sta che la sessuologa e consulente svedese di nascita, cittadina del mondo per vocazione (??), ha finalmente abbassato la guardia, concedendoci un'intervista... curiosa. Già perché non si parla solo del Manuale del sesso, libro, non proprio manuale, ora edito anche in francese, che ha più volte toccato il gradino più alto delle classifiche amazoniane di categoria; Ingrid vede ogni aspetto della vita come intimamente correlato e gli #1 sono dettagli. Secondo lei, la stessa crisi economica che stiamo vivendo ha delle ripercussioni sulla morale e quindi sulla sessualità delle persone, con un sostanziale ritorno a situazioni precedenti alla rivoluzione sessuale. Ma lungi dal fare troppo l'intellettuale, Ingrid mostra anche il suo lato più giocoso. Scopriamola meglio nell'intervista...

Pepper Ingrid, Doc, Dottoressa Ingrid Johannsson... come ti dobbiamo chiamare?
Ingrid Johannsson e tutto quello che sono lo racconto nel Manuale del sesso. Salvo poi capire che di me capite tutto e niente.

Un enigma vivente, un personaggio, un "mero" prodotto, una professionista... chi sei esattamente?
Molti me lo chiedono. Rispondo così anche se non mi piacciono le risposte univoche: io sono il mio lavoro. Mi identifico totalmente in quello che faccio.  Non sono solo casi da seguire. Per molti miei colleghi è così, ma non per me. Quei casi che arrivano nel mio ufficio, sono persone. Persone che chiedono aiutano. Persone che hanno paura del sesso e dunque di se stesse. Il sesso è qualcosa che ci appartiene, ben oltre le funzioni biologiche e riproduttive. Ci sono pulsioni che ci portano a soddisfare un desiderio. C'è un piacere che culmina nell'atto sessuale, sia esso praticato da soli o in compagnia. E quando parlo di compagnia... non pensate sempre alla monogamia!

Stiamo camminando su un terreno minato... occhio alla rosa scarlatta!
Le rose scarlatte non mi pungono! (Ride) Che il sesso nei secoli si sia riempito di taboo è risaputo. E i taboo sono creati dall'uomo. Sono delle regole erette su fondamenti investiti di autorità.  E cosa di meglio dell' agire sulla sessualità dell'uomo, che è la cosa più intima che c'è, per metterlo alle strette e dominarlo? Per il resto, siamo bravi a raccontarci favole per legittimare poteri e soprusi, facendo diventare contro-natura ciò che è natura. Il matrimonio ad esempio: mi vengono a dire che è naturale. No, l'unione tra due individui intesa come procreazione, è naturale. Il matrimonio è un atto sociale. La famiglia nasce da convenzioni sociali. Non confondiamo natura e cultura anche ormai la cultura, radicata nei secoli, sembra "naturale".

Quando parli di controllo dell'uomo, non stiamo ora camminando sulla teoria del Complottismo?
Di certo siamo in balia di cose più grandi di noi. Ma io credo che tutti possiamo essere artefici del nostro destino ma ci sono scogli in questo. Lo vedo ogni giorno, con il mio lavoro e con lo studio. Uomini e donne con nevrosi e complessi dovuti a forme di repressione legate a taboo. Una vita sessuale complessata si riflette sulla vita, sul carattere e sulle nostre scelte. Ma se vivessimo in conformità alla nostra natura, non staremmo meglio?

Un esempio per farci capire meglio il "vivere secondo nostra natura"?
Prendiamo Sax che troviamo nel Manuale del Sesso. Disinvolta, se ne frega di quello che pensano gli altri di lei. Sax ha un rapporto disinvolto con il sesso e con il suo corpo. Non si fa problemi a parte quelli legati a società troppo bacchettone. Le biggie (con questa espressione, intende le bigotte) le danno molto da fare.

Un esempio in negativo di cattiva influenza dei taboo?
Il Piccolo Onan del Manuale. Non amo tirare in ballo Edipo, ma in questo caso Freud non ha tutti i torti. E chiariamo: non è solo una questione dell'Italia dei.... come li chiamate? Mammoni? La questione è ben più ampia.
Ma torniamo al mio paziente. La mamma ha scoperto i giornali porno di Onan. Su, su, ragazzi, chi non li ha sbirciati? La curiosità non è solo donna, ma la proibizione viene da una donna. Dalla mamma, che rappresenta un modello. Il Piccolo Onan ha sviluppato un senso di colpa unito alla percezione del tradimento nei confronti della madre Desiderare il sesso con altre donne è da censurare. Insomma: un ragazzino come il Piccolo Onan cresce con una sessualità inibita e con una percezione del modello femminile imposto dalla madre che si identifica con la madre. Come non tagliare il cordone ombelicale, insomma.

Qua Freud ha le sue ragioni... che fare quindi?

Ovviamente non ho la verità in pugno, come anche Freud o altri. Educazione, cultura, modelli, indole... tutto influenza la nostra sessualità... Se proibisci spesso incoraggi il comportamento proibito. Conoscere, spiegare, far capire le ragioni... così si educa. Bambini e ragazzini/ragazzi non sono contenitori di obblighi... sono teste pensanti e corpi con pulsioni.  Le proibizioni che aumentano la vergogna e i sensi di colpa fanno crescere persone infelici. D'altro canto la repressione e la sottomissione sono ottimi strumenti di controllo. Non è un caso se durante le dittature la repressione investa ogni settore.

Il contrario di te...
Sono stata fortunata, sì. Ma non è stato facile. Ho conosciuto il mio corpo e ho avuto i miei dubbi. Le mie paure. E tanta voglia di capirmi e di esplorare tutto. La vita e quindi tutto quello che ne fa parte.

Eppure il sesso è principalmente procreazione.
Non sono d'accordo. Se tutto è solo per la procreazione, allora perché la donna ha quella appendice di carne ricca di terminazioni nervose e preposta al piacere? Il sesso va oltre... ispira l'arte se vogliamo. Ispira capolavori.

Ma li ispira per sfidare la morale, no?
Bella domanda, però l'arte è espressione umana. Come il sesso. Non c'è nulla di più umano. E di creativo. Non è un caso che chi è sessualmente represso, spesso è poco creativo. Oppure troppo creativo!

Vengo a un altro argomento: tra le critiche negative, c'è quella che indica il tuo libro come poco scientifico.
Bé avrei potuto parlare di prepuzi, sfinteri, gonadi e disseminare il libro di termini e paroloni. Risultando la solita saccente. Ma le testimonianze, gli esempi diretti, senza troppe parole; spiegare come  risolvere un problema senza troppe parole complesse. E lo dico anche... a volte sottovalutiamo troppo i pazienti. E a volte la soluzione sta in un atto e nell'osservazione. E nell'uso del cervello. Provare, sperimentare. Rompere alcune regole.

Ma è un libro pornografico?
La forma narrativa esplicita frega? Scusa se rispondo con un'altra domanda... amo pormi domande. E la gente che se le pone.

Altra critica negativa, poco chiaro...
Diviso per argomenti e spiega il concreto. Non saprei... La prossima volta, metteremo le figure. I fake delle recensioni sono avvertiti.

Il Manuale del sesso un #1 inatteso o atteso?
Se parli di sesso... sappiamo come gira. Senza sesso, ad esempio, Madonna non sarebbe diventata quello che è.  Non vado matta per questa performer, ma con il progetto Sex-Erotica è stata molto lungimirante e trasgressiva. Parliamo poi del magnetismo di tante dive? Erotismo totale.

Donne oggetto o altro?
Lasciamo perdere questo argomento. E' immenso. E non chiedermi se mi sento donna oggetto o altro. Io scelgo. Punto.

Ma non credi che l'uso del corpo femminile in molti ambiti sia fuori luogo?
Anche questa, analisi lunga come un'era preistorica. C'è da dire che la pubblicità funziona con meccanismi di identificazione. Come tanti altri ambiti. E il corpo femminile, come altri elementi della sessualità fanno parte del nostro vissuto e diventano riferimenti in tal senso. Sulla giustezza o meno... meglio fare la lista della spesa.

E sul femminismo?
Sul femminismo, tante conquiste ma tante riserve... leggevo da qualche parte che le donne sono passate alla schiavitù dell'immagine (e non si ribellano). Resta poi una donna che si contende la conferma di un capo o di un collega. Maschio. Scannandosi con le altre. Femminismo è unione con le altre. La complicità, che di fatto quasi sempre manca. E così le donne si sono perse molte opportunità. Il resto è cenere. Quella del reggiseno che bruciavano con orgoglio. E ora, cenere e tette cadenti!

E sui fatti di Colonia?
Ho sentito autentiche fesserie. La violenza sessuale è violenza. Punto. Implica l'imposizione di qualcosa. Basta giustificazioni. Basta colpe. "Se l'è cercata...". Lo sento dire ancora, spesso. Un tizio non commette violenza perché desidera qualcuno, salvo persone problematiche o casi estremi. Non a caso chi commette violenza spesso eiacula sulla vittima. Per umiliarla. Per imporre la propria superiorità.
Il sesso parte da due persone che lo vogliono. La violenza sessuale è altro.

Visto che sei in Italia, cosa pensi delle polemiche sulle unioni gay?
Credo che il tema sia importante e un termometro per questo paese. Ma temo che ci siano vere e proprie emergenze sociali e che queste tematiche siano strumentalizzate. Le questioni dei diritti vanno trattate a 360°... unione gay ma anche altri diritti che s'intrecciano con la tutela delle persone. Lavoro, disagio. Tutto parte dal rispetto della dignità individuale. Ho pazienti senza lavoro che sono totalmente allo sbando. Non sentono di avere un'identità, sono numeri non persone. E tutto si riflette nella loro sessualità. Non farmi parlare di famiglie con padri che devono essere perfetti. E poi frequentano ambienti alternativi, vanno a fare turismo sessuale di nascosto sfogando delle frustrazioni. Riflettiamo su queste cose, su quello che si nasconde dietro alla frenesia del perbenismo. E torniamo al discorso della repressione... Open you Eyes

Ok, per te il sesso è...
Naturale, consenziente, un atto d'amore verso se stessi e verso gli altri, anche quando non c'è coinvolgimento sentimentale... e ancora... la lista è lunga.  

Il Manuale del sesso è per te...
Un racconto. Un piccolo vademecum. Il lavoro portato avanti con uno staff di persone giovani ed entusiaste. Professionisti e persone umanamente grandi. Dall'editore a all'editor passando per collaboratori e gli altri autori. Belle persone.

E il suo esito positivo? 

Mi sento molto #1. La forza del pensiero positivo?

E sulle critiche?
Non conosco l'editoria, almeno non tanto. Ma conosco la gente. Le critiche... vanno. E vengono (ride).


Ultima domanda... su di te...  Ingrid chi è...
Lo dico in inglese: "It's me". Il resto è secondario. A parte il "Manuale del sesso", qualche battuta su Twitter e FB. E a domanda rispondo ma solo se si tratta di voi!

Qui parliamo di Ingrid e del suo libro




Nessun commento:

Posta un commento