lunedì 11 gennaio 2016

L'invisibile ovunque: il racconto della guerra, contro la guerra dei Wu Ming

di Roberta De Tomi

Molti critici non sono clementi con loro: certo il collettivo di scrittori Wu Ming ha tutte le carte in regola per far parlare di sé. In primis, in ragione dell'alone di mistero che li caratterizza e che fa gridare all'operazione di marketing che si spaccia per cultura di lignaggio o per letteratura d'avanguardia. In secondo per i temi sviluppati in cui la politica abbraccia la narrativa e l'arte senza soluzioni di continuità aprendo interrogativi che ci riportano all'identità degli autori. Ma vediamo di cosa tratta L'invisibile ovunque (Einaudi), ultima fatica letteraria del collettivo.




La guerra - in questo caso, la Grande guerra - è il perno attorno al quale si sviluppano i quattro capitoli che compongono il romanzo. Ogni capitolo presenta uno sviluppo diverso, ponendosi in bilico tra narrativa e saggistica, a creare un'ibridazione che coglie di sorpresa un lettore avvezzo a letture più lineari. Mentre per un lettore forte e scafato, l'effetto sorpresa c'è ma non sconvolge, né troviamo uno sperimentalismo che graffia. Ma la netta condanna alla guerra sì, quella graffia e angoscia. E senza  cadere nella retorica del pacifismo di maniera.

L'invisibile ovunque si compone di quattro parti, ciascuno corrispondente a una vicenda. Nella prima parte troviamo un giovane dell'appennino emiliano che si arruola nell'esercito; nel secondo capitolo, viene trattato il tema della follia legato alla guerra; nel terzo, veniamo catapultati nella Francia di André Breton e dei surrealisti, mentre nel quarto, la Francia ritrova l'Italia e la guerra diventa un anello di congiunzione tra la tecnica e l'arte.

La Grande guerra, raccontata secondo il punto di vista dell'umanità: L'invisibile ovunque è uscito in un periodo cruciale, in cui ritroviamo i punti di connessione con le guerre che si stanno combattendo attualmente. Come la Prima Guerra Mondiale fu quella in cui si delineò un nuovo modo di condurre un conflitto - con l'introduzione di nuove tecnologie e della armi di distruzione di massa - anche in questi anni stiamo assistendo a un forte cambiamento nelle prassi belliche, con un sempre maggiore coinvolgimento dei civili. Ma il libro dei Wu Ming è soprattutto aperto sull'orrore della guerra. Senza patetismi, ma con momenti e connessioni apparentemente non-sense che ci fanno cogliere l'assurdità dei conflitti, in ogni epoca.

Dalle parti narrative, ricche di lirismo, arriviamo a una narrazione che si fonde al saggio in modo efficace. Spesso il lettore si chiede il perché di certi racconti. Dove vogliono arrivare? E' solo per il gusto di fare un marketing culturale ben mimetizzato (per alcuni) o troppo palese (per altri) che i Wu Ming si propongono con quest'opera? Un'opera che racconta la follia, l'arte, la tecnica, l'amore in una narrazione che nel suo essere frammentata ha continui rimandi e non scivola mai nell'ovvio?

Non aspettatevi colpi di scena clamorosi o funambolismi verbali; lo sperimentalismo si trova nella frammentarietà ma soprattutto negli squarci di epifanie che esplodono come un ordigno bellico traducendo in un orrore mai disgiunto a un tocco di lirismo. Desolazione e sogno, gli ossimori che si compenetrano, contrasti che stridono, in storie che odorano di leggenda e che dalla leggenda tornano alla storia restando avvolte in un alone di dubbio. Il tutto lasciando aperte parentesi che il lettore dovrà chiudere.

La scrittura è una commistione di elementi disomogenei che si fanno omogeneità. Tra catarsi e straniamento, in questo'opera non troviamo esibizionismo linguistico anche se ci si sarebbe attesi qualche invenzione in più. Qua non abbiamo i sensi della frase alla Pinketts, né ci sono quei giochi alla Benni. E' un linguaggio meno esuberante e che non guarda al comico; anzi, è l'abisso sull'invisibile che scaturisce dalla guerra. Descrizione crude passano il testimone a un mondo più astratto fatto di ideali e di arte che torna al concreto. Pervadendoci con questo senso dell'invisibile che ci accompagnia per tutta la durata della lettura. E alla fine abbiamo il senso che qualcosa ci sfugge, Tanti sensi e significati. Ma del resto la guerra è qualcosa di assurdo. Ma attenti... questa non è retorica.

In sintesi
L'invisibile ovunque, lettura costellata di ossimori e contrasti, tra realtà cruda e la realtà dell'arte, marketing culturale, sperimentalismo; ma soprattutto, è un libro che ci lascia perplessi. Sgomenti. A tratti trasognati. Scordatevi narrazioni lineari e trame dagli sviluppi convenzionali. Scordatevi facili rassicurazioni: chiudete il libro e restate inquieti e un po' trasognati.

Scheda tecnica del libro
L'invisibile ovunque
di Wu Ming
Casa Editrice: Einaudi
Collana: Stile Libero Big
Genere: Narrativa
Anno 2015
ISBN: 9788806225919
Prezzo: € 17,50
Sito: http://www.wumingfoundation.com/giap/

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