sabato 16 gennaio 2016

Recensione: La farfalla con le ali di cristallo di Demetrio Verbaro

di Roberta De Tomi
Una profezia, un'avventura calata in un futuro non troppo lontano dal nostro presente e connotata da molti elementi di credibilità. Le idee sono tante, in questo romanzo, le invenzioni anche, insieme a spunti creativi interessanti. Alla sicurezza con cui l'autore districa le vicende, corrispondono però alcune debolezze, in particolare nell'utilizzo delle tecniche narrative e del linguaggio, e nella delineazione dei personaggi. Ma scopriamo la recensione del romanzo La farfalla con le ali di cristallo di Demetrio Verbaro, che abbiamo già intervistato su Words!


A Demetrio Verbaro le idee non mancano, e nella lettura de La farfalla con le ali di cristallo, troviamo il background di un lettore forte, identificabile nei numerosi riferimenti e nelle citazioni indirette che ritroviamo nel romanzo. Non mancano neppure le buone intenzioni e un forte studio alla base di questo lavoro. Tuttavia il romanzo ha alcuni punti deboli cruciali che saltano all'occhio, legati a una penna ancora acerba. Ma vediamo cosa ci racconta il nostro autore.

1520: il sacerdote azteco Ghetumal consegna al conquistadores spagnolo Hernan Cortés un libro sacro. In questo libro si trova una profezia riferita al 18 agosto 2044, data in cui è previsto un evento sconvolgente per il mondo intero. Inoltre, nel volume si trova una mappa da decifrare per cambiare il corso degli eventi. Passano i secoli e arriviamo al 2043. A Los Angeles, un esploratore e uno studioso di storia entrano in possesso del libro. Derisi dalla comunità scientifica, i due avranno l'occasione per smentire tutti. E le sorprese non mancheranno.

La farfalla con le ali di cristallo prende molto bene nelle prime pagine: la vicenda del libro sacro, la profezia, must have per la letteratura in "salsa Dan Brown", con richiami alla mitologia azteca, è sicuramente interessante. L'autore mostra di avere attinto a fonti certe per creare un contesto credibile; e credibile è il contesto storico-geografico che delinea.

Dal passato al futuro, troviamo mondi dotati di una loro organicità. Le invenzioni che caratterizzano il 2043/2044 si pongono in continuità con quelle di oggi, dando l'impressione al lettore di trovarsi in una situazione molto vicina, in cui potersi immergere agevolmente. Inoltre i colpi di scena non mancano (ma non spoilero!) L'autore è riuscito a fare propri alcuni archetipi letterari, dotando il racconto di una propria fantasiosa personalità.

I punti deboli sono però diversi, a partire dai personaggi. L'autore tende a introdurli con la descrizione fisica, soffermandosi anche sull'abbigliamento. In sé non è una pratica sbagliata, ma si tratta di un modo "scolastico" di costruire i personaggi. Tale scelta narrativa porta il lettore a disperdersi in dettagli che non risultano indispensabili nell'economia della narrazione.
Meno criticabile è invece la scelta di personaggi dalla caratterizzazione poco evidente, con donne, ad esempio, bellissime e rispondenti a canoni cristallizzati; nel contesto di questo tipo di racconto fantasioso, sono plausibili, in quanto rispondenti a un ideale posto nella testa dell'autore e, forse, di molti lettori.

Nel romanzo, cruciali sono le scelte narrative non sempre azzeccate. Lo si avverte nei dialoghi, a tratti forzati, mentre in altri punti più fluidi, con risultati dunque alterni.
Inoltre, malgrado le belle idee, i colpi di scena e una scrittura che si pone come semplice e fruibile, ci sono diversi errori o imprecisioni linguistici e sintattici.
Cito un paio di esempi.
"Due occhi castani pallidissimi" (pag 3 del manoscritto): la costruzione non è proprio corretta in quanto gli occhi sembrano pallidissimi, connotazione che solitamente non appartiene agli occhi (semmai al viso o a una tinta); semmai gli occhi possono essere di un castano pallidissimo (e anche l'uso del superlativo potrebbe essere sostituito dal tono di colore).
Un altro esempio: "corporatura da libellula" (pa. 67 del manoscritto). L'autore voleva sicuramente fare riferimento a una fisicità esile e a movenze leggiadre, ma posta nei termini di cui sopra, sembra che il corpo della donna abbia le stesse forme di quello di una libellula; a questo punto, sarebbe stato meglio, o descrivere il corpo usando termini diretti o utilizzare il termine di paragone in maniera metaforica (butto lì un paio di "esempi-lampo": "aveva il corpo esile, come quello di una libellula" o "aveva le movenze di una libellula").

Il romanzo ha un punto di forza  nei momenti sentimentali, durante i quali fa emergere una delicatezza toccante, personale, e lontana da stereotipi romantici. Misurati anche i momenti erotici, anche questi delineati con un tocco delicato.

In sintesi
La farfalla con le ali di cristallo è un romanzo ricco di spunti e trovate che denotano una mente prolifica; malgrado le premesse molto buone, un finale che lascia il segno e una scrittura fruibile, lo sviluppo della trama non è sorretto da una penna ancora matura e solida nella gestione e nell'uso delle tecniche narrative e del linguaggio. Le descrizioni dei personaggi risultano superflue rispetto allo sviluppo delle vicende, i dialoghi sono deboli. I mondi delineati sono credibili. I momenti romantici ed erotici non sono mai eccessivi e, anzi, sono delineati con uno stile delicato dotato di una propria peculiarità.

Per conoscere Demetrio Verbaro







Nessun commento:

Posta un commento