sabato 13 febbraio 2016

RECENSIONE: La straordinaria vita di Tell Jordan di Francesco Sicheri, un'avventura "made in America"

di Roberta De Tomi

Che cosa nasconde Tell Jordan, il bizzarro personaggio che piomba nella ridente cittadina americana di Bloomfield, portando con sé una serie di rocamboleschi eventi e sconvolgendo la vita di Hank? Francesco Sicheri (che abbiamo già intervistato su Words!) ce lo racconta nel romanzo La straordinaria vita di Tell Jordan (Lettere Animate). Una storia brillante che ci riposta i alle avventure dei "ragazzi terribili" di Mark Twain. E al Grande Lebowski.
Andiamo a scoprire questo romanzo di cui propongo la recensione.



La straordinaria vita di Tell Jordan inizia con...

... l'arrivo a Bloomfield di Tell Jordan, un curioso quanto fantomatico personaggio. L'uomo stringe amicizia con Hank O'Keefe, giovane che ben presto si trova coinvolto nelle questioni del nuovo arrivato. Insieme, i due affrontano una fuga durante la quale Hank scopre molte cose di Tell. Il tutto mentre da New York sta arrivando un treno importante attraverso il quale avverrà un incontro con l'evento del passato che ha scatenato la serie successiva.

L'incipit promette bene salvo poi perdersi in alcuni aneddoti legati a Bloomfield e soltanto in apparenza posti al di fuori del fulcro del racconto. Il narratore riprende in mano successivamente le fila della narrazione riportandoci laddove ci trovavamo prima della digressione, e lo fa con una certa disinvoltura.
Nella scelta di Hank in veste di narratore, l'autore abbandona la pratica imperante del narratore che coincide con il protagonista. Attraverso la voce di Hank (e il suo punto di vista) Tell Jordan resta un personaggio carico di mistero; inoltre questo espediente consente di fare quelle anticipazione che ci caricano di curiosità rispetto a quello che accadrà. Il tutto a conferma di un romanzo ricco di avvenimenti e di colpi di scena sempre all'insegna della credibilità e del verosimile.

A proposito di digressioni: anche se l'autore le sviluppa secondo una precisa intenzione, talvolta rischiano di far deviare troppo il flusso narrativo; forse l'inserimento all'interno di un'azione legata alla storia principale o una resa più sintetica delle stesse sarebbe stata preferibile. D'altro canto occorre dare merito al fluire della scrittura,  dotata di una verve che porta ad apprezzare anche gli aneddoti più "estemporanei" (o almeno così paiono), L'unico punto in cui la scrittura sembra stridere è proprio sul finale: qui l'autore pare dilungarsi un po' troppo, attenuando il pathos.

Rispetto allo sviluppo generale dell'azione, è a partire soprattutto dall'incontro effettivo tra Hank e Tell Jordan che scatta "la scintilla" nei lettori; da questo momento e soprattutto dalla fuga, troviamo un avvicendarsi di accadimenti molto coinvolgenti. Molto forti e ben strutturati sono i dialoghi e belle le azioni che preludono al finale, degne di un film d'azione americano. Bello anche l'espediente di lasciare una parte di queste azioni non risolta. Intensi i momenti sentimentali.

L'autore ci fa respirare la "sua" ma anche e soprattutto l'America dei libri di Mark Twain e della letteratura di frontiera; e in effetti Tell Jordan sembra un Tom Sawyer  o un Huckleberry Finn cresciuto, ma scapestrato al punto giusto. Salvo poi scoprire che dietro alle azioni folli del protagonista si cela un uomo con un vissuto travagliato e con un cuore pieno di amore e sogni.

A proposito dei personaggi: non spiccano per approfondimento ma nel contesto della narrazione funzionano, complice la scrittura fresca. Simpatici e bizzarri al punto giusto sono quelli che affiancano Hank e Tell Jordan nell' "impresa del treno", mentre forse avrebbero potuto essere un po' più incisivi i "cattivi". Un po' scontato e poco accattivante è il personaggio di Anita; certo non siamo in un periodo di piena emancipazione femminile, dunque è credibile rispetto al contesto, ma avrebbe potuto avere qualche aspetto peculiare per consentirle di restare maggiormente impressa nel lettore. Tell Jordan vince su tutti: non è un personaggio a tutto tondo, ma è forte e nel suo essere enigmatico lascia un bel segno.  

Dal punto di vista dello stile e delle tecniche, preso atto delle considerazioni sulle digressioni e sul finale già esposte sopra, possiamo notare la ripresa di un tipo di scrittura, che ci riporta alla letteratura americana con i suoi dialoghi disinvolti e coloriti. Francesco Sicheri però non osa e non sperimenta troppo con linguaggio: il suo stile è sempre legato a una struttura "tradizionale" e a un uso del linguaggio convenzionale pur se brillante.

Il filone avventuroso, con i suoi intrecci classici si ripropone in una veste brillante e dotata di una propria anima, facendo sì che il romanzo di Francesco Sicheri, autore alquanto abile nello sviluppo della trama, risulti di piacevole e agevole lettura.

Potrebbe essere un bel soggetto per un film.  - Ho tralasciato la questione de Il grande Lebowski di cui racconta lui in prima persona per saperne di più vedete l'intervista :-) - 


Per concludere

La straordinaria vita di Tell Jordan nasce da un lavoro di rielaborazione delle tematiche e degli intrecci tipici della letteratura americana d'avventura. Con una scrittura ricca di verve e dal ritmo incalzante ci troviamo coinvolti in situazioni coinvolgenti, talvolta divertenti e bizzarri. Qualche divagazione di troppo si solleva grazie alla fluidità che caratterizza la lettura. Bei colpi di scena, personaggi che funzionano anche se i cattivi e Anita avrebbero potuto essere più incisivi. Il finale sembra perdersi un po' ma la lettura è sicuramente piacevole e ricca di spunti fantasiosi e riferimenti  culturali stimolanti.          

Per conoscere l'autore e il libro, disponibile su tutti gli Estore e in libreria vedi Words!

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