mercoledì 16 marzo 2016

Recensione: Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli

di Roberta De Tomi

Cercate un libro da leggere tutto d'un fiato? No, questo non si legge in un fiato, almeno non nel senso tradizionale del termine, ma Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli) è sicuramente uno di quei romanzi su cui ti soffermi per segnare sul Taccuino delle Citazioni le frasi che tracciano un solco nella carta e nel cuore. Si parte da una parola: "pompini". Ok, questa non la segnerete, ma è da qui che inizia la formazione di Libero. Un nome che potrebbe sembrare un programma per il protagonista in cerca della propria essenza attraverso atti consumati in un'intimità che ci riporta alle atmosfere dell'Amante di Marguerite Duras, nell'attesa di un Ultimo Tango a Parigi.


Libero è un italo-francese in bilico tra il risveglio del corpo e un  triangolo amoroso che segna la sua vita di adolescente. Dall'onanismo, nella trepidante attesa della risposta del suo corpo ancora acerbo, arriva alle prime esperienze erotico-sentimental-intellettuali. Da Lunette con il viaggio americano, approda poi a Milano dove si lascia travolgere da Frida; da lì il piano diventa totalmente erotico, per poi sfociare nel sentimento che lo porta a imboccare una strada non propriamente inattesa.

Non c'è niente di osceno in questo libro; al contrario, il sublime trova la sua espressione nelle parole pregnanti e mai compiaciute, nell'incontro tra piani apparentemente lontani, nella visione di una sessualità complessa ma anche traboccante di verità del corpo. Quelle verità spesso intrise di tabù ma che raccontano di noi e delle nostre pulsioni, di quello che siamo e delle nostre evoluzioni.

Libero è un piccolo eroe del quotidiano; si perde, si ritrova annusando la vita che prende per mano e da cui si lascia prendere per mano. C'è la consapevolezza dei rapporti umani, c'è il dolore per un amore perso, ma c'è anche il gioco dei sensi che si accende sulla scena di un film o alla visione di un Buddha. Nei rapporti con le donne ravvisiamo quell'Insostenibile leggerezza dell'essere di cui echeggiano attimi imperscrutabili di squarci e inquietudini.

Libero fa le sue scelte. Lui e gli altri personaggi-cardine della sua esistenza si muovono su una scena esistenziale scarna; è il minimalismo dell'autore, fatto di dettagli e primissimi piani, quel narrare mantenendo il lettore in uno stato di sospensione che lo immette nel mood del romanzo. La scena è ovviamente quella dell'essere umano. Nessun tabù, tanta solitudine, Lo Straniero di Camus, Parigi, Milano, Il deserto dei Tartari e un protagonista che, a differenza di Giovanni Drogo assume consapevolmente in sé il Deserto già citato, vincendo o sarebbe meglio dire facendo propria la grande illusione del capolavoro di Buzzati.

Per concludere
Atti osceni in luogo privato è il canto di un protagonista che si affranca dalle illusioni e dai silenzi del corpo palpitante. E' un romanzo cesellato sul dettaglio, una suggestione dei sensi attraverso l'intelletto e la sete di vita sempre vissuta e scelta, fino alla consapevolezza. Dell'amore.

L'autore: Marco Missiroli
Classe 1981, originario di Rimini ma residente a Milano, ha all'attivo alcune opere tra cui: Senza coda (2005, Fanucci), Il buio addosso (2007, Guanda), Bianco (2009, Guanda), Il senso dell'elefante (2012, Guanda).

Scheda tenica del libro
Atti osceni in luogo privato
di Marco Missiroli
Genere: Narrativa
Anno: 2015
Casa Editrice: Feltrinelli
Formati: cartaceo e e-book
ISBN: 9788807031250

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