sabato 12 marzo 2016

RECENSIONE: Il risveglio di Fahryon di Daniela Lojarro

di Roberta De Tomi

Nel primo libro, l'abbiamo lasciata in fuga dal nobile e perfido Primo Cavaliere Mazdran. Ne Il risveglio di Fahryon (GDS) troviamo la protagonista lontana da Uzrany, il cavaliere dell'Ordine del Grifo di cui è innamorata. Come lui, deve affrontare una situazione critica; per fortuna la giovane è affiancata da Vehltur, misterioso Magh che la supporta nel difficile percorso di conoscenza che deve affrontare per pervenire a importanti verità legate all'Armonia.
Questo romanzo rappresenta una gran bella conferma per Daniela Lojarro, autrice che scrive con la musica in punta di penna.

Vi ricordate il Pifferaio Magico che con il suo strumento ammaliava chiunque? Ne Il risveglio di Fahryon la penna di Daniela Lojarro sortisce lo stesso effetto. Inizi a leggere il secondo libro della saga "Il suono sacro di Arjiam" e, come per il primo, sei attratto nell'orbita della storia, da cui non riesci a staccarti. Il tutto, senza quei ritmi veloci, se non concitati, che caratterizzano la maggior parte delle opere di fiction (di ogni genere e natura) contemporanee. Tutto sembra scandito dal ticchettio di un metronomo cadenzato in cui l'armonia trova la propria dimensione facendo risuonare gli echi della magia sacra di Arjiam.

Separata dal suo amore, Fahryon si trova a dover affrontare una serie di prove che la metteranno di fronte alla propria identità. Parallelamente, Uzrany deve fare fronte alla prigionia imposta dal perfido Mazdran, personaggio assetato di potere che troverà non pochi ostacoli al perseguimento dei propri obiettivi.

Il piano psicologico si intreccia a quello magico senza soluzione di continuità trasportandoci in una dimensione che è altra rispetto a quella reale; il tutto però appare congruo e sempre in linea con il suono che è il principio primigenio del mondo di cui ci racconta Daniela Lojarro. In questo mondo si intrecciano le dinamiche di giochi di potere in cui si esplica la battaglia tra il Bene e il Male. Tuttavia l'autrice non cede il passo alla banalizzazione; al contrario, c'è la tendenza all'approfondimento e alla gestione della materia narrativa con una precisione in cui si ravvisano sincretismi culturali rielaborati dall'immaginazione dell'autrice in maniera efficace e personale.

La scrittura scivola fluida, le contaminazioni ci riportano alle atmosfere delle grandi epopee fantastiche e mitologiche di cui cogliamo l'ampio respiro. Dai Nibelunghi per le atmosfere, a Narnia per il richiamo al suono fondatore, arriviamo a Terry Brooks, Tolkien e al tema della ricerca, archetipico nella fiaba. Non mancano le battaglie interiori che ci riportano a quelle de La Storia infinita. Il respiro narrativo "nobile" si attenua grazie alla presenza di eroi colti nelle loro debolezze e che ci riportano a una dimensione prossima alla nostra realtà. C'è una penna che scrive musica e musica che plasma una vicenda. Lo stile è elegante ed evocativo (e Ficino docet).

Per concludere
Il risveglio di Fahryon si pone in perfetta continuità con il libro. La materia narrativa si sviluppa sul filo sospeso di una magia che si fa musica e viceversa, echeggiando la grandezza delle saghe più classiche. Ma a differenze dei personaggi di queste ultime, troviamo eroi tratteggiati in maniera moderna da una penna che ci ammalia. Un ottimo fantasy ricco di idee ben strutturate e bellissimi personaggi.      

Scheda tecnica del libro

Il risveglio di Fahryon
di Daniela Lojarro
Casa Editrice Gds
Genere: Fantasy
Anno: 2015
Link d'acquisto su Amazon


Primo libro: Fahryon
Daniela Lojarro intervistata su Words!

1 commento:

  1. Mi accorgo solo ora di non averti ringraziato direttamente sul blog! Scusa! Grazie per il tempo che hai dedicato ai libri. Sono felice che ti siano piaciuti!

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