giovedì 28 aprile 2016

Recensione: La viaggiatrice di O. - Nel labirinto di Elena Cabiati

di Roberta De Tomi

I viaggi di Gala proseguono in questo secondo capitolo di un esordio (come si suol dire) con il botto. E il botto si concretizza anche in questo nuovo cimento, grazie alla mente prolifica di Elena Cabiati, autrice che destreggia molto bene una materia composita, sia dal punto di vista dell'azione che da quello delle citazioni e contaminazioni culturali. L'azione è all'insegna di una magia dagli sviluppi incalzanti, i mondi che incontriamo sono molteplici e intrecciati senza soluzione di continuità, dandoci l'impressione di un gioco di specchi culminante nella discesa nel labirinto, momento questo che rappresenta un apice nel percorso della protagonista. E di nuovo, perfettamente in linea con la componente formativa che ritroviamo anche (e sempre) nelle fiabe, il tema dell'identità affiora mettendo Gala di fronte alla battaglia più importante: quella con sé stessa.



Nel primo libro l'abbiamo conosciuta a Torino; da lì i suoi spostamenti ci hanno introdotto nel cuore di una vicenda vorticosa in cui, gradualmente, si sono intrecciate le sue vicende e quelle di altri personaggi dotati di poteri straordinari. In questo secondo capitolo, Gala, reduce da eventi terribili e caduta per questa ragione  in una fortissima crisi, si trova a dover far fronte a un viaggio rischioso, teoricamente non ammesso nel regolamento; ma in questo nuovo spostamento si giocano carte cruciali. La ragazzina affronta questa nuova avventura insieme al maestro Kundo e ad altri personaggi curiosi, capaci di sorprenderci.

Nel labirinto colpisce in primo luogo per le continue trovate che lo caratterizzano. Rispetto al primo capitolo della serie "La viaggiatrice di O.", troviamo una più accentuata componente introspettiva e maggiore spazio a luoghi fantastici. Dalla Storia, Elena Cabiati apre le porte al lettore al mondo dipinto dalla tradizione feerica. Strani esseri, una corte che ci ricorda quella Felice che ritroviamo anche (con nome diverso) nel Sogno di una notte di mezza estate. E ancora, il mito di Melusina, creatura che l'autrice rende molto bene in tutta la sua (risaputa) ambiguità; la muta selvaggia, i satiri e le fate. Mito e fantasia sono dimensioni correlate alla realtà di un mondo reso in tutta la sua organicità, fino al culmine, rappresentato dal labirinto. E qua ovviamente si torna al mito intramontabile del Minotauro e del Filo di Arianna, con tutti i riferimenti e i simbolismi connessi al tema della ricerca di sé.

Accanto ai mondi fantastici, troviamo quelli reali della Torino del Ventunesimo Secolo e della Francia della Seconda Guerra Mondiale. Con molta naturalezza, l'autrice dirige le azioni da un mondo all'altro senza mai far perdere il filo. L'unico momento che sembra spezzare la continuità, è rappresentato dall'incontro tra i genitori di Gala; in questo capitolo si ha l'impressione di essere catapultati all'interno di una vicenda che avrebbe potuto essere sviluppata o contestualizzata con maggiore incisività o attraverso un espediente volto a mantenere unito il filo della narrazione. Il racconto riprende quota successivamente, in un crescendo di eventi molto coinvolgente, a volte straripante e un po' disorientante per il lettore catapultato nel mondo magico, ma comunque efficace. Ma la ricchezza di idee e riferimenti non può che essere un elemento di forza a fronte di una produzione fantastica un po' appiattita su schemi vincenti perché consolidati. Altra piccola nota... lascia perplessi il finale... che ci sia in ballo un terzo episodio?

I personaggi crescono con la storia; vivono crisi in cui tutti noi possiamo identificarci e in cui possono identificarsi i più giovani, nella fattispecie, gli adolescenti cui il libro è principalmente rivolto. Il percorso di Gala, la sua presa di coscienza, sono centrali nella narrazione, come centrale è il suo rapporto con Aron, che indica il risveglio di una primavera legata all'età cruciale. Ottima la delineazione dei cattivi, ciascuno dotato di una particolare sfumatura.

Dal punto di vista della scrittura, Elena Cabiati punta a una semplicità ricca di rimandi. Minimalista nelle descrizioni, forte nei dialoghi, intesse scenari e azioni avvincenti, evoca e fa vivere personaggi veri e vivi senza mai essere retorica.

Per concludere
Nel labirinto è un urbanfantasy ricchissimo di riferimenti e contaminazioni; è una vicenda fantastica di formazione, in cui l'azione si compenetra all'introspezione senza mai scivolare nel banale. La trama, ricca e corposa, i simbolismi, i riferimenti alla cultura feerica e alla mitologia classica, ci lasciano un retaggio ravvivato da una scrittura colorita, gradevole e mai piatta. Per adolescenti ma anche per grandi che vogliono sognare e leggere una storia che si distingue dalle mode. Notevole la copertina che reca la firma eccellente di Paolo Barbieri.

L'autrice: Elena Cabiati
Insegnante di lettere, torinese, specializzata in Storia dell'Arte, scrive testi in materia e ha collaborato per diversi musei piemontesi. La sua opera d'esordio è stata La viaggiatrice di O. (Nord, 2012) 

Scheda tecnica del libro

Nel labirinto
di Elena Cabiati
Saga: La viaggiatrice di O.
Editore: autoprodotto
Genere: Urbanfantasy
Anno: 2016
Prezzo:
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