mercoledì 18 maggio 2016

Intervista a Elena Cabiati: dall'ebook al cartaceo de La viaggiatrice di O - Nel labirinto, quando scrivere è magia

Elena, autrice de "La
viaggiatrice di O"
di Roberta De Tomi

La incontriamo su Words! per parlare de La viaggiatrice di O - Nel labirinto, che ho già recensito su queste blog-frequenze. Sto parlando di Elena Cabiati che, tra una domanda e l'altra, ci annuncia che il romanzo, edito da self in ebook, uscirà in versione cartacea per Watson Edizioni.
La scrittrice torinese non ha lesinato nel raccontarsi, parlandoci di mondi fantastici entro cui ha sempre cercato di viaggiare temperando la punta di una fantasia che sta sicuramente dando frutti succosi e maturi in forma di romanzo.
Ma ora, Words! a Elena.




Il cartaceo dell'ultimo
lavoro di Elena Cabiati,
by Watson Edizioni
Ciao Elena, benvenuta su Words! Prima di parlare del tuo secondo libro, ci vuoi raccontare qualcosa di te e del tuo rapporto con la scrittura? È stato amore a prima vista o una passione che è cresciuta con il tempo?
Ciao e grazie a te che mi ospiti sul tuo blog! Il mio amore per le storie nasce da quei mondi personali di sogno e fantasia in cui ho sempre amato sprofondare fin da quando ero piccola. Ero una di quelle bimbe che ogni tanto si incontrano per strada e si vedono mentre muovono le labbra parlando a qualche personaggio della loro immaginazione, tutte prese a vivere avventure di cui nessun altro può accorgersi. L’amore per la narrativa e per la creatività in tutte le sue forme, visive, filmiche, musicali, poetiche, è nato così, dall’esigenza di trovare sempre nuovi mondi in cui viaggiare. Poi è nata la passione per la bellezza, ed è iniziata la ricerca faticosa di una tecnica e di uno stile per raccontare le cose in un modo che fosse efficace e originale.

Prima di parlare del tuo nuovo lavoro, facciamo un passo indietro, andando al tuo primo libro che narra le avventure di Gala. Quando e com’è nato? 
Qualche anno fa ero alla ricerca di idee, scrivevo molti incipit che non proseguivo (lo faccio ancora…), come se lo spunto si prosciugasse subito senza trovare la sua strada… poi sono tornata alle origini, a quelle prime storie immaginarie dove sognavo di essere io stessa una strega, e di combattere contro terribili forze oscure.Così il romanzo e tutti i suoi personaggi poi sono nati da sé. Credo di aver messo in questa storia molte parti di me, molte passioni. La magia e il mistero intesi come percorso di conoscenza e di crescita, l’amore per l’arte, la leggerezza e l’ironia dei cartoni animati giapponesi, l’esigenza di tramandare e insegnare qualcosa (sono pur sempre una professoressa…).

Che situazione troviamo nel primo libro de La viaggiatrice di O?
Torino è una delle città magiche tradizionali, custodisce segreti esoterici, monumenti misteriosi e leggende di ogni tipo. Io ho immaginato che proprio qui si nascondesse la città dei maghi e delle streghe di O che da secoli combattono la loro battaglia contro i Negromanti, per salvare le Vie della conoscenza. Per farlo viaggiano nel tempo, per custodire le opere d’arte nelle quali sono nascosti simboli e segreti legati alla magia. Gala è una giovane strega, incontra un maestro che cerca di guidare il suo grande potere e di domare il suo caratteraccio. Il loro primo viaggio si svolge nella Venezia di fine ‘700 dove incontra personaggi fantastici e reali, come Giacomo Casanova, li libertino alchimista, che lei aiuterà a fuggire dai Piombi, la prigione veneziana da cui nessuno mai era riuscito a evadere.

Arriviamo a questa tua ultima fatica letteraria. Rispetto al primo romanzo, quanto si è complicata la situazione di Gala e quanto è cambiata la protagonista?
Il primo romanzo racconta un’avventura all’interno di una storia più ampia che resta aperta con tutti i suoi interrogativi. La storia arriverà alla fine in un terzo romanzo a cui sto lavorando. L’idea è quella di seguire le tre fasi dell’alchimia, che sono poi lo specchio delle fasi di crescita ed evoluzione di ogni essere umano: il primo libro conduce Gala a sprofondare nella nigredo, la fase terribile in cui distruggere e lasciarsi distruggere sembra l’unica via da seguire, per questo il secondo volume è molto più cupo del precedente. Non è un caso che sulla copertina ci sia un corvo: è un simbolo dell’opera al nero. Gala è molto cresciuta, non tanto a causa del tempo trascorso, che è solo di qualche mese successivo, quanto per gli eventi accaduti, per le scoperte fatte, per i dubbi che hanno messo in crisi la sua fiducia assoluta in una verità priva di sfumature. Sta imparando ad accettare le contraddizioni, ad affrontare il dolore e le scelte, e anche ad amare.

E rispetto al precedente, come hai lavorato nello sviluppo della trama in questo?
Il meccanismo della trama è simile: da Torino si parte per un viaggio nel tempo e nella storia e si arriva a Chartres, durante la seconda guerra mondiale, quando la grande cattedrale rischia di essere distrutta dai bombardamenti alleati e il mondo rischia di perdere la sua bellezza e tutti i segreti nascosti tra le sue mura. Da qui la storia si complica e porta i protagonisti a esplorare dimensioni molto lontane, persino fatate, fino a sprofondare nel proprio labirinto interiore.

Questo secondo libro è stato ispirato da qualche cosa in particolare? O lo vedi come una continuazione “naturale” del primo?
Non riesco a trovare un’unica fonte di ispirazione, tutto ciò che avviene attorno a me finisce per trasformarsi nelle parole che scrivo. Probabilmente anche io ho attraversato una fase di “opera al Nero” in cui ho dovuto crescere e accettare le incongruenze della vita.

Ed eccoci "Nel labirinto" con... Gala
Chi sono i personaggi e come hai proceduto nella loro definizione?
Gala naturalmente, che a volte è insopportabile; Kundo il monaco medievale che le fa da maestro; Aron un giovane mago senza poteri il cui destino è misteriosamente legato a quello di Gala; Mama Soup una vecchia strega che si veste con almeno dieci strati di abiti colorati perché ha sempre freddo;Lux la giovane sicaria, bella, fredda e perversa; Lily una bambina che si affeziona a Gala e la segue dappertutto; e poi Axis, l’affascinante e ambiguo Signore della Terra sotto l’Onda.
Come ho proceduto nella loro definizione? Mi capita che siano loro a definirsi, mentre racconto la storia io stessa imparo a conoscerli, e a volte mi sorprendono evolvendo in modi in cui neppure io mi sarei aspettata.

Che cos’è la magia?
Credo che esistano vari tipi di magia. Esiste una magia della vita, che permea ogni cosa, e se siamo abbastanza attenti rende meravigliosa e commovente la nostra esistenza. Poi esiste una magia che è conoscenza, religione, ricerca, filosofia. È frutto della stessa spinta che porta un astrofisico a indagare l’universo, non si deve confondere con la superstizione; è un modo diverso di cercare la verità, attraverso i simboli e le risonanze della propria anima invece che attraverso telescopi e calcoli algebrici.

La scelta dell’ambientazione a Torino non è certo casuale…
Una regola dice di scrivere sempre di qualcosa che si conosce: Torino è la mia città, il suo spirito è affascinante, ricco di storia, nobile e sempre un po’ ermetico. Riesce a essere antica e moderna, orribile ed elegante. In questi anni è diventata lo scenario di molti film italiani, proprio per la sua varietà di sfondi e la sua atmosfera particolare.

Questo romanzo (ma anche il primo) è rivolto a dei lettori in particolare? Lo dedicheresti o consiglieresti a qualcuno in particolare?
Credo che l’età migliore per leggere il mio libro sia quella della mia protagonista, tra i quattordici e i diciotto anni, ma ciò non toglie che il romanzo sia piaciuto molto anche agli adulti poiché possiede molti livelli di comprensione e quelli un po’ più complessi sono il mio regalo nascosto proprio a tutti quei “grandi” che amano ancora fantasticare.

Che cosa ti ha ispirato durante la scrittura? Un autore/un’autrice (o più di uno), uno o più film… e cosa alimenta la tua scrittura?

Infiniti autori, film, cartoni animati, amici, genitori, conoscenti… la mente è il calderone della strega! Vediamo: Kundoè un ibrido tra mio padre, Obi Wan Kenobi e Shifu di Kung fu panda. Gala sono io, ma è anche Bia, Creamy, Pippi Calze Lunghe, le mie studentesse. Nel mio bagaglio di formazione ci sono saggi di storia delle religioni, libri di esoterismo, testi di critica d’arte e poi i cartoni animati giapponesi degli anni ’80, Guerre stellari, il Signore degli anelli, La storia infinita

Che cosa significa per te aver scritto questi due libri?
Significa lavorare duramente per realizzare il proprio sogno. Lottare contro i propri difetti e debolezze e anche contro la sorte che ha sempre un ruolo importante in ogni avventura. No, ho sbagliato, lottare non è il verbo giusto: danzare… danzare con le proprie debolezze e con la signora Fortuna, cercando di non inciampare e di tenere il ritmo.

Parliamo anche della cover, realizzata da un fuoriclasse, ovvero Paolo Barbieri. Che cosa rappresenta?
Mi sa che in parte ho già anticipato questa risposta… Il maestro Barbieri, come lo chiamo io, è davvero un artista: ogni suo disegno è frutto di ispirazione, intelligenza e bravura. Il suo stile è inconfondibile, ma i lavori sempre diversi. Il corvo che si confonde con i capelli scuri di Gala è il simbolo dell’opera al nero e della malinconia, nel romanzo accompagna la protagonista per tutta l’avventura. La cover era scura per il primo libro che portava alla nigredo ed è luminosa per questo libro che conduce all’albedo. La prossima dovrebbe essere rossa… seguendo le tre fasi della trasformazione alchemica da piombo in oro.

Dal punto di vista della tecnica e degli espedienti narrativi, che cosa hai privilegiato e cosa invece hai evitato di fare?
Credo di essere molto influenzata dal linguaggio filmico. Non mi piace seguire pedissequamente la storia sempre dallo stesso punto di vista, amo cambiare scena, sospendere un momento e spostare la telecamera su altri protagonisti, alternando magari momenti drammatici ad altri più buffi e autoironici.
Mi diverto a mettere i protagonisti in situazioni impreviste e strane e a vedere come ne escono fuori, mi piacciono le descrizioni, ma non apprezzo che si dilunghino con troppo compiacimento, amo fare uso di metafore e similitudini, ma cerco di sforbiciare a più non posso la mia tendenza ad aggettivare…

Le avventure di Gala avranno un seguito?
Eh sì, più che un seguito, avranno un finale… che è già in elaborazione, quello con la copertina rossa!

La cover e la quarta di copertina del secondo
capitolo delle avventure di Gala
Prossimi obiettivi? Un sogno da realizzare?
Oh i sogni sono sempre tanti… anche se mi reputo già molto fortunata. Vediamo: vorrei tornare a vivere con tutta la famiglia nella mia casa sul mare, vorrei avere due cani, pubblicare almeno un libro all’anno e magari trasformare una delle mie storie in un cartone animato…

Cosa vorresti scrivere in futuro?
Sto covando l’idea di un romanzo che parli dell’altra magia, quella a cui accennavo prima, la magia delle piccole cose quotidiane, e dell’innata sapienza che pochi eletti possiedono di riconoscerla e amarla sempre.

Se vuoi aggiungere altro…
Voglio ringraziarti per la disponibilità e per la bella e profonda recensione.
Io sono terribilmente sedentaria, mi muovo pochissimo da casa, sono pigra e ho paura di volare, però con la fantasia credo di essere quasi imbattibile! Così, a chi ha voglia di sognare un po’, auguro di fare un buon “viaggio” insieme a Gala e alla sua magia...

Per leggere la recensione di Nel labirinto con la presentazione e la scheda tecnica del libro: clicca qui 


(Foto pubblicate su concessione di Elena Cabiati)

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