sabato 7 maggio 2016

Intervista a Rossana "Roxie" Lozzio, la scrittrice dei sentimenti "a tempo di musica"

Rossana Roxie Lozzio, la scrittrice che racconta
di amore e amicizia a tempo di musica
di Roberta De Tomi

Dalla scrittura all'organizzazione di eventi. per Rossana "Roxie" Lozzio, esiste un filo conduttore che ci porta alla figura di riferimento della sua costellazione creativa: Pino Mango. A lui, l'autrice di Verbania, ha dedicato "Interno 16"; e dalle canzoni del compianto cantautore, trae alimento la sua scrittura.
Rossana parla di amore e di amicizia, i due sentimenti che "fanno girare il mondo", spesso anche in maniera vorticosa. “Scriverò di te” (Aletheia Editore, clicca qui per partecipare all'evento del PRE-ORDER) è l'ennesima conferma della propensione di questa autrice a raccontare storie all'insegna di sentimenti in cui crede (e credere) fermamente.
Andiamo a conoscere "Roxie" che è anche Presidente dell'Associazione Culturale "L'albero delle fate".




Il banner del Pre-Order del nuovo lavoro di Rossana
Ciao Rossana, benvenuta su Words! Hai scritto diversi romanzi e sei molto attiva in diversi ambiti degli eventi, con particolare riferimento allo spettacolo ma soprattutto alla musica. Dalle prime prove, alla scrittura per poi arrivare alla pubblicazione del tuo primo libro (e dei successivi), quali sono stati i passi che hai affrontato?
Ciao Roberta e grazie per l’ospitalità! Ho iniziato a scrivere presto, con dei racconti brevi che, strada facendo, avrei abbandonato per poi ritrovare molto tempo dopo la pubblicazione del mio primo romanzo, "Fino alla fine", avvenuta nel 2005. Ho iniziato a pubblicare tardi solo grazie al sostegno di un gruppo di persone che ebbi modo di incontrare in un Forum nella rete. Probabilmente, se non mi avessero fortemente stimolata a provare “il grande salto”, avrei tenuto tutti i miei manoscritti chiusi nel cassetto. Per timidezza e per pudore, mai mi sarei messa in discussione, temo… oggi, sono davvero felice di averlo fatto e molto grata a quelle persone che mi hanno fatto scoprire il mondo che esiste al di là dello scrivere per noi stessi.

E per ciò che riguarda gli eventi, invece?

Per ciò che riguarda l’organizzazione di eventi, mi sono messa in gioco recentemente e dopo essere diventata Presidente dell’Associazione Culturale L’albero delle fate, di cui sono anche co-fondatrice, continuo a sperimentare questo mestiere che è fatto di molte sfumature e che richiede grande dispendio di energie.
Non è e continua a non essere facile, i passi da affrontare sono tanti e sembrano moltiplicarsi, tramutandosi in piccoli salti mortali, in questo mondo editoriale moderno… ci si deve mettere in gioco, ogni volta e ogni volta, un po’, si ricomincia da zero. E’ difficile ma anche molto stimolante.

I tuoi romanzi sono nati sotto una particolare stella?
Credo che ci si auguri sempre che le stelle accompagnino i percorsi che consideriamo importanti ma se lo chiedi a me, non saprei proprio rispondere.

Un romanzo importante per Roxie
Arriviamo a un’uscita molto importante: “Una farfalla sul cuore”, presentato al Salone internazionale del libro. Che cosa ha di speciale questo romanzo e che cosa ha significato per te presentarlo in un contesto di tale prestigio?
“Una farfalla sul cuore” è stato un grande esperimento, nato dalla voglia di cui accennavo prima e cioè, di mettersi in gioco. Dopo aver creato un gruppo su Facebook, cominciai a proporre dei sondaggi e a costruire la struttura di base del romanzo, insieme ai futuri lettori, con le loro risposte. Di sondaggio in sondaggio, su opzioni suggerite da me, abbiamo scelto i nomi dei protagonisti, la canzone che avrebbe fatto da colonna sonora alla storia, per fare alcuni esempi… ed è nato un confronto interessante e piacevole che mi ha accompagnato durante tutta la stesura del romanzo. Presentarlo al Salone Internazionale del Libro di Torino è stata un’avventura gradevole e uno di quei passi che mi hanno aiutato ad affrontare una delle paure legate alla proverbiale timidezza che mi caratterizza, quella di presentare me e le mie opere in pubblico. Sarebbe bello ripeterla, in un prossimo futuro, con l’esperienza di oggi. Chissà…

Hai scritto di e hai organizzato eventi focalizzati su alcuni tuoi idoli. Parliamo di quello che hai fatto per Alberto Fortis…
Alberto e io ci siamo incontrati, per la prima volta, a un raduno di suoi fans che avvenne a Jesolo, sul finire del 2008. Ero rimasta affascinata da un concerto a cui avevo assistito pochi mesi prima, nella sua città natale, Domodossola, vicina a quella che ha dato i natali a me, Verbania.
Lo conoscevo da prima, naturalmente ma solo come artista e quella sera, rimasi come folgorata dalla sua interpretazione sul palco di “Hai ragione tu”, in cui esprimeva una spiritualità che m’impressionò moltissimo.
Qualche mese dopo quel raduno, invece, auto pubblicai il romanzo “Le ali di un angelo”, scritto in pochissimo tempo, grazie all’ispirazione legata al brano di cui sopra e dedicato volutamente a lui. Lo presentai per la prima volta a Milano e gli mandai un invito che sorprendentemente accettò, arrivando in libreria con il suo team di lavoro di allora. Per farla breve, il giorno seguente, mi propose di diventare una sua collaboratrice e così, ho gestito la sua Pagina Facebook e parte del suo Sito Ufficiale, per qualche anno. In quel periodo gli ho anche proposto di lavorare insieme alla sua biografia, pubblicata poi da Aliberti Editor, che; Alberto volle intitolare “AL Che fine ha fatto Yude?”.
Ho ricordi meravigliosi legati a quegli anni e gli sono molto grata, personalmente parlando, per avermi aiutata a migliorare alcuni aspetti del mio carattere che mi rendevano più difficile affrontare anche l’ambiente professionale.

Il romanzo dedicato a Pino Mango
E a proposito di un tuo grande amore, c’è Mango, cui è dedicato “Interno 16”. Come l’hai sviluppato?
Mango È il grande amore, quello con la A maiuscola. Sono arrivata a dedicargli “Interno 16” per provare, immodestamente, a sdebitarmi. È sempre stata la mia colonna sonora ma erano anni che ascoltavo solo lui, in sottofondo, durante la stesura dei miei romanzi e all’improvviso ho sentito che era arrivato il momento per provare a fargli un regalo. Ho scritto “Interno 16” impostandolo per rendere omaggio a lui e al suo repertorio, così ho creato uno dei personaggi principali, Giulio, assegnandogli la professione di cantautore e “disegnandolo” a sua immagine e somiglianza. Inoltre, ho citato brevi estratti da testi di una trentina delle sue canzoni, in modo da poterle far conoscere a chi non ha avuto la fortuna di seguirlo da sempre, come me.
Il libro è uscito nel maggio del 2014 e speravo che, quando sarebbe arrivato qui al Nord con il suo tour, sarei riuscita a consegnargli personalmente la copia che gli avevo messo da parte. Purtroppo, sconvolgendo me e tutti coloro che lo amano, è venuto a mancare nel dicembre dello stesso anno e non ho potuto realizzare il sogno. In parte, ho rimediato, regalandolo quest’anno a Laura, sua moglie, in modo che potesse giungere nella loro casa… là dove avevo sempre immaginato che avrebbe dovuto stare, quella copia destinata a lui. Fra le sue cose. Con la sua famiglia.

Arriviamo al tuo ultimo lavoro: “Scriverò di te”. Quando e come è nato?
La nascita di “Scriverò di te” ha una storia particolare. Immagino abbiano tutti sentito parlare, prima o poi, del “blocco dello scrittore”… avevo iniziato a scriverlo diversi anni fa e, giunta intorno al quarto capitolo, mi si bloccò l’ispirazione. Ci pensai a lungo e alla fine, decisi che non lo avrei buttato, dato che quello che avevo scritto fino ad allora mi piaceva e se fossi stata fortunata, avrei potuto riprenderlo in mano e riuscire a concluderlo. E così ho fatto.
Più o meno un anno dopo, ho riaperto il file e l’ho riletto… strano a dirsi ma ripartendo da dove mi ero interrotta, in meno di un mese, sono giunta all’ultimo capitolo e, adesso, è pronto per essere dato alla stampa!

Leggendo alcuni brani tratti dal tuo nuovo lavoro, troviamo un personaggio di nome Rebecca. Senza spoilerare troppo, chi è? È un personaggio femminile che ha affinità con quelli degli altri tuoi romanzi o ha altri tratti?
Rebecca è la protagonista femminile della storia. E’ una giornalista alle prime armi, giovane donna insicura che crede di non meritarsi l’Amore con la A maiuscola, che avvicina il suo amore di carta, l’attore di teatro di cui è perdutamente invaghita e che si ritroverà coinvolta in un progetto che li legherà per dei mesi, catapultandola in un vortice di amore e di passione sfrenati. Somiglia molto ad Amber Rose, la protagonista del mio primo libro “Fino alla fine”… la quale, somiglia incredibilmente a me!

E Matteo? Chi è? Parlaci di lui….
Matteo è l’amore di carta di Rebecca, appunto… l’attore di teatro che tutte le donne vorrebbero incontrare, affascinante e bello all’inverosimile, abituato a ottenere quello che vuole eppure non così felice come si potrebbe credere. Matteo è l’uomo che molte di noi vorrebbero si affacciasse nella loro esistenza, almeno per una volta.

Roxie crede nell'amore e nell'amicizia
Anche in “Scriverò di te” i sentimenti emergono? In che modo e in rapporto a chi, rispetto ai personaggi?
Sì, io scrivo di sentimenti, da sempre. In questo romanzo è rappresentato l’amore per eccellenza, quello non corrisposto e si rapporta con tutti i personaggi, anche con Riccardo, di cui non abbiamo parlato, l’uomo che diventerà il migliore amico di Rebecca ma che non vorrebbe rimanere solo tale.

Quanto tormentato è l’amore di cui racconti qua? E rispetto a come la tratti negli altri tuoi lavori, c’è una continuità, esprimi una tua visione o altro?
L’amore di cui racconto in “Scriverò di te” è davvero molto tormentato. Per una serie di motivi che non posso svelare in toto. Molto spesso, sì, nei miei romanzi esprimo la mia visione sul sentimento principe che ci attraversa in quest’esperienza di vita terrena e non sempre è positiva ma sebbene faccia spesso soffrire, io continuo a crederci fermamente e spero di riuscire a trasmetterlo a chiunque mi legge.

Insieme all’amore, racconti anche dell’amicizia. Come si pongono nella tua visione di donna e di autrice questi due sentimenti? Sono la faccia di una stessa medaglia, qualcosa che manca, qualcosa in cui credere… o altro?

L’amore e l’amicizia sono importantissimi, per me ma ti dirò di più… l’amicizia batte l’amore perché, quando è vera, può durare tutta la vita mentre gli amori, mi dispiace dirlo, sono destinati a finire. Vale per l’autrice e, soprattutto, per la donna.

Rispetto al tuo modo di scrivere: usi delle tecniche, hai dei riti? E come si è evoluta la tua scrittura o cosa tendi a fare?

Il mio unico rito è Pino Mango in sottofondo che canta. Tendo a scrivere di sera o di notte ma è importante che sia fortemente ispirata. Penso che la mia scrittura si sia evoluta, grazie all’esperienza maturata e anche alle collaborazioni con gli editor che mi hanno seguita, durante le fasi preliminari alla pubblicazione dei miei libri, da cui ho sempre cercato di apprendere qualcosa, nel tentativo di migliorarmi.

Scrivi con la musica, con il cuore o con la testa? Oppure… come si combinano questi elementi?
Scrivo con il cuore… nella musica.

Che cosa vuoi dare ai tuoi lettori che cosa, invece, eviti di fare?
Quello che desidero regalareai miei lettori sono le emozioni… in ogni loro forma. Evito accuratamente, invece, di lanciare dei messaggi. Non mi appartiene proprio caratterialmente.

Abbiamo parlato dei tuoi idoli musicali… quanto e come ti ispirano nella scrittura… e quali altri modelli hai?
La musica è presente in quasi tutti i miei romanzi, oso dire che è predominante. Molti dei miei personaggi, inoltre, sono stati ispirati da cantanti o attori che amo e che mi hanno trasmesso emozione con la loro personalità, con la loro bellezza o con il loro mestiere. Non ho modelli e non per presunzione, sia chiaro ma perché ho sempre cercato di essere solo me stessa. Nel bene e nel male.

Sogni nel cassetto, progetti… obiettivi…
Pur nelle difficoltà a cui ci sottopone la vita quotidianamente, io cerco di non smettere di sognare e di custodire qualcosa in quel cassetto che non sai mai se si aprirà o se resterà sigillato.
I progetti più concreti sono quelli legati all’Associazione Culturale L’albero delle fate, di cui sono orgogliosa Presidente e alla promozione dei prossimi due libri che mi accingo a pubblicare.
Un solo, predominante, obiettivo… NON FERMARMI MAI.

In generale: cosa sogni?
Sogno di trovare un po’ di serenità… e tanto altro ma non posso fare nomi. Fidati!

Link

Clicca qui per l'evento in PRE-ORDER

Elenco dei libri di Rossana su IBS

Interno 16 su Amazon

1 commento: