domenica 15 maggio 2016

Recensione: La torre delle ombre di Claudio Vergnani

di Roberta De Tomi

Il futuro è nell'oggi di un mondo allo sbando, dipinto a tinte fosche. La metropoli che costituisce la location de La torre delle ombre (Nero Press Edizioni), è ben lontana da quelle di un'utopia scie-fi piena di confort. Nel romanzo, non troviamo macchine che si ribellano agli esseri umani, e le creature soprannaturali, presenti in altri lavori di Claudio Vergnani, hanno un ruolo marginale. Ne La torre delle ombre, i peggiori nemici degli umani sono gli umani stessi, artefici di una decadenza che sembra inesorabile.



Claudio Vergnani ha diversi meriti. La sua è infatti una scrittura capace di coniugare horror, azione, ironia (e che ironia!), dotata di quella grandezza che la avvicina ai classici, pur ponendosi nel solco di una contemporaneità di cui sono in evidenza gli aspetti critici e le (nemmeno troppo celate) contraddizioni. Nello stile descrittivo, scandito da un ritmo lento, echeggiano gli esempi di Lovecraft e Poe; nel citazionismo ritroviamo, come in opere precedenti, un bagaglio culturale che strizza l'occhio a diverse letterature, tra cui quella latina, in una commistione efficace che rende La torre delle ombre un'opera a 360°. Una di quelle capaci di emozionarci ma di farci riflettere sulla condizione umana, pur nello sviluppo di una trama che strizza l'occhio all'intrattenimento.
Vediamo la vicenda, in breve.

In una metropoli dominata dall'anarchia e dagli sconvolgimenti climatici, tra crisi alimentari e di valori, Claudio e Vergy non possono fare altro che sopravvivere. Tutto scorre nel quadro di un presente che sembra privo di prospettive future, finché ai due non viene rivolta una richiesta (ben remunerata) da Matthew, un vecchio amico che si è costruito abilmente un impero sfruttando l'appeal dei vampiri. Da questo momento per i due protagonisti si aprono le porte di una serie di eventi che vedono in azione Leon, uomo che tira le fila di un gioco perverso, culminante nel Salone dei Giochi.

Lo scenario dipinto da Claudio Vergnani, è in linea con una vision che già ritroviamo nei suoi lavori precedenti. Dal Diciottesimo vampiro in poi, questi richiami hanno segnato la linea di una produzione letteraria di notevole calibro e in crescendo, esplicandosi anche ne La torre delle ombre, con personaggi e situazioni che abbiamo già conosciuto; il tutto con una coerenza che si conferma, pur nell'evoluzione della scrittura, qua più libera (a parte l'uso di alcune espressioni tipiche nell'intercalare di Claudio, soprattutto) dalla forte connotazione modenese presente all'inizio. Anche se non cala la storia in un contesto specificato, Claudio Vergnani traccia un quadro concreto e organico, senza mai perdere di vista elementi pregressi che entrano a far parte di questa nuova orbita narrativa.

I personaggi, Claudio e Vergy mantengono le loro costanti caratteriali, diventando attori di situazioni che contribuiscono a modificare la loro visione. Non sono infallibili supereroi ma guerrieri schierati in un campo in cui bene e male spesso si confondono; sono personaggi di un'umanità disarmante, nel loro essere imperfetti e pieni di dubbi (soprattutto Claudio, guerriero malinconico che non riesce a staccarsi dai suoi psicofarmaci) incarnano le figure che attraversano un'epoca di sbando. Accanto e intorno a loro troviamo personaggi senza scrupoli, cattivi che, ancora una volta, confermano la labilità dei confini tra bene e male, liberi dalle catene dello stereotipo.

Nel romanzo c'è lo spaccato di una società priva di punti di riferimento. Una società affine a quella attuale e in cui la nostra si rispecchia negli esiti estremi di una tecnologia che contribuisce a rendere la violenza come qualcosa di normale. Complice il bagno mass-mediatico e gli schermi che separano gli spazi reali, la violenza e la crudeltà diventano elementi che esulano da questioni morali o intenzioni precise. Non a caso, Leon rappresenta il futuro che è già nell'oggi, come spiega Saul nel suo memorabile discorso. In questo sermone emerge la condizione degli esseri umani divisi dall'individualismo da cui qualcuno trae vantaggio. Una visione lucida, enunciata senza giri di parole e in cui si svela l'essenza (tragica) della realtà.

I pezzi del puzzle narrativo s'incastrano perfettamente, complice una trama che si sviluppa con precisione chirurgica. L'autore non perde di vista un solo dettaglio, evitando di utilizzare un ritmo concitato. La sua scrittura, limpida, precisa, è quella di una penna che non ammette la superficialità e le risoluzioni frettolose. L'orrore si dispiega fondendosi a dialoghi sagaci e perfetti, gli scontri non sono mai descritti con compiacimento e i sentimenti si fondono in un mix che arriva al lettore con la la forza di uno schiaffo. Al termine del libro resta una traccia su cui riflettere sull'essere umano e sulla sua condizione raccontata senza falsa retorica; la scrittura di Vergnani è sincera nel suo essere il frutto di un attento e abile lavoro di cesello. E non a caso e meritatamente è uno dei massimi nomi della letteratura horror nostrana.

Per concludere
La torre delle ombre è il romanzo compiuto di una condizione umana che dalla solitudine traccia solchi sanguinolenti. Claudio e Vergy sono uomini che nei loro errori trovano le ragioni di un eroismo, spaccone, ma mai esagerato. Nella visione c'è spazio per una realtà concreta e perversa in cui la speranza sembra persa, tra gli sprazzi di una luce che soltanto a tratti si rivela. Il libro è un thriller nero di azione e introspezione, dal ritmo calibrato, che rispecchia una società di individui soli e privi di appigli. Un romanzo che si avvicina per stile ai classici, colpendoci alla testa e al cuore con forza.

Claudio Vergnani, un autore che sfugge alle facili definizioni
Modenense, svogliato studente di liceo classico, ancor più svogliato fuoricorso di Giurisprudenza, Claudio Vergnani preferisce leggere, giocare a scacchi e tirare di boxe. Allontanato dai Vigili del Fuoco, dopo una breve e burrascosa parentesi militare ai tempi del primo conflitto in Libano, sbarca il lunario passando da un mestiere all'altro. Dalle palestre di bodybuilding alle ditte di trasporti, alle agenzie di pubblicità, alle cooperative sociali, perso nei ruoli più disparati, ma sempre in fuga da obblighi e scocciature.

Scheda tecnica del libro
La torre delle ombre
di Claudio Vergnani
Genere: Thriller
Editore: Nero Press
Collana: Intrighi
Prezzo cartaceo: 15, 00 €
ISBN: 9788898739639
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