lunedì 13 giugno 2016

Recensione: "Ci sono bambini a zigzag" di David Grossman

di Roberta De Tomi

Nono sta per compiere la maggiorità religiosa. In viaggio su un treno, viene rapito da Felix, ladro di fama mondiale con cui vive una serie di disavventure in cui scoprirà che nulla accade per caso. Felix ha infatti una missione da compiere con Nono. Un bambino a zigzag, raccontato da David Grossman con un linguaggio immaginifico, carico di significati, in bilico tra legge e natura.


Ci sono bambini a zigzag (Mondadori) e Nono Feierberg è uno di questi. Un ragazzino orfano di una madre di cui nessuno gli ha mai voluto parlare. Nono vive con il padre poliziotto e la di lui compagna, Gabi. Ha un'indole da mascalzone, una mente fantasiosa come soltanto chi si pone fuori dagli schemi e dalla legge può avere; ma d'altra parte, quella stessa legge diventa la cartina tornasole per lo sviluppo della sua personalità. Questi due aspetti emergono, prepotenti, nel momento in cui Nono incontra Felix, il "mitico" ladro, amato e amante da e di donne, capace di colpi incredibili, nonché nemico del padre poliziotto.

Il giovane protagonista incontra il delinquente sul treno che ha preso per andare da uno zio. Nono deve partecipare al suo Bar-Mitzvah (la maggiorità religiosa. ovvero quel momento in cui il bambino - di 13 anni -  o la bambina - di 12 anni -  ebreo/a prendono coscienza della Halakhah, ovvero la legge ebraica. Da qua i bambini si considerano capaci di discernere tra il bene e male) ma con Felix, i programmi sembrano essere stati scombinati. Dopo aver fermato un treno, i due partono a bordo di una Bugatti. Da qua inizia una fuga rocambolesca, tra travestimenti, ricordi, confessioni, azioni di destrezza del ladro e l'incontro con l'attrice Lola Cipolera, idolo di Gabi per ragioni che il protagonista scoprirà in seguito.

Il rapimento non nasce dalla necessità della richiesta di un riscatto, né dalla rivalsa che Felix vuole avere nei confronti del padre di Nono, che è riuscito ad arrestarlo dopo anni di inseguimenti. Nono farà un viaggio alla scoperta di sé stesso, tra azioni e gesti incredibili, ammantati da un'atmosfera fiabesca, situazioni rocambolesche al limite del surreale, personaggi curiosi, arricchiti dalla fantasia del ragazzino ma, al contempo, densi di una forte umanità. Mano e mano che leggiamo il romanzo, vediamo questa fantasia diventare realistica e afferrabile, meno mitizzata forse, perché gli occhi del bambino si aprono gradualmente al mondo degli adulti.

I personaggi lasciano tutti una traccia: Felix, ladro fascinoso e carismatico; Lola Cipolera, grande diva che vista da vicino mostra la sua reale età; la madre, che Nono conosce attraverso il raccontato, simile a una principessa de Le Mille e una Notte. Personaggi dotati di una ricchezza palesata attraverso azione contrarie alla legge, incarnata dal papà-poliziotto. E poi c'è il bambino a zigzag.

Nono ha una forma arzigogolata: combina azioni che lasciano senza parole e non sono le solite marachelle da piccola peste (vedi il gioco del matador); in esse si palesa una genetica che il padre vuole arginare. Per questo non gli svela molto del suo passato: per tenere frenato quel lato di ragazzo terribile cui si oppone la sua autorità. Dall'altra parte, abbiamo Gabi, la madre acquisita che cerca di avvicinare il ragazzo alle sue radici reali.

Il romanzo è quindi un racconto di formazione: Nono ritrova le sue radici insieme a qualcosa che gli è stato lasciato in dono dalla madre in vista della maggiorità religiosa. In questo ritrovamento si realizza l'incontro-scontro tra la natura scapestrata e fantasiosa del mascalzone e quella imbrigliata nella forma della legge. Il padre incarna l'autorità che mira a contenere questa natura; ma solo conoscendo questa stessa natura, Nono può pervenire alla consapevolezza di sé, al fine di riuscire a conciliare questi due aspetti contrastanti ma imprescindibili della sua personalità.

Dal punto di vista tecnico, Grossman conferma la sua grandezza narrativa; tra continui flashback, trovate mirabolanti e l'uso di un linguaggio fantasioso come le situazioni viste dal punto di vista del ragazzino. Ogni situazione si veste di surreale, fino al finale, che strappa un sorriso e intenerisce, dando una summa densa di significati in merito a quei bambini a zigzag di cui ci racconta l'autore. Bambini speciali, perché oltre gli schemi.

Per concludere

Ci sono bambini a zigzag è il rocambolesco viaggio di un ragazzino alla scoperta del suo passato, delle radici che sono alla base della sua indole ribelle e mascalzona. E' un racconto sul rapporto tra legge e fuorilegge e, dunque, tra il Bene e il Male. Ed è una vicenda d'avventura che, agli occhi del ragazzino, si ammanta di meraviglia e magia. Personaggi memorabili, scrittura magistrale.

L'autore: David Grossman
Classe 1954, israeliano, è autore di romanzi, saggi e racconti di letteratura per bambini, ragazzi e adulti. I suoi libri sono stati tradotti in numerose lingue. Tra i suoi romanzi, Che tu sia per me il coltello (1999)

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