mercoledì 1 giugno 2016

Recensione: Il posto del mio cuore di Emily Pigozzi

di Roberta De Tomi

Il significato del suo nome, è inequivocabile: Alma Libera, la protagonista del romance di Emily Pigozzi, Il posto del mio cuore (0111 Edizioni), segue un percorso intricato in cerca di quella libertà che la rende un'anima inquieta. Fin dalla più tenera età si distingue per l'indole particolare che la caratterizza. Mano a mano che il tempo passa, la sua "stranezza" viene sempre più malvista e non compresa, nel contesto di un fermento personale che è anche storico. L'autrice che abbiamo già avuto modo di conoscere ampiamente (qui la cronaca della presentazione a Mantova) sviluppa la trama di un romanzo di formazione ricco di vicende d'amore, costellate da inghippi e colpi di scena. Vediamo cosa racconta la nostra autrice.


Alma nasce in un piccolo paese della provincia emiliana. Siamo nel Secondo Dopoguerra, le speranze rinascono, sbocciano i primi fermenti insieme a un fiore chiamato Alma. Il suo secondo nome, Libera, suona come il marchio impresso nel cuore di una giovane donna che non si piega alle convenzioni del tempo, operando scelte impopolari, tra amori difficili vissuti direttamente o indirettamente, fughe e la scoperta di un talento innato che la porterà a vivere ulteriori vicende, alla scoperta di sé stessa.

Il posto del mio cuore è un romanzo di formazione capace di toccare con delicatezza sia le corde sensibili dei sentimenti sia quelle di tematiche molto scottanti, considerando l'epoca in cui si svolge l'evento. Il romance di Emily Pigozzi apre un ventaglio di tematiche diverse nel quadro di anni di grandi mutamenti storici e sociali per la società italiana. A questi mutamenti, corrispondono la graduale presa di coscienza di Alma, che sogna la libertà; per conquistarla dovrà pagare un prezzo esoso, come lo pagherà anche per quegli amori da cui si farà travolgere senza se e senza ma.

Quello che colpisce della protagonista, è il suo essere imperfetta, come ha anche affermato la stessa autrice; affermazione che trova conferma durante la lettura. La giovane non è un'eroina, né è la principessa di una fiaba incantata; Alma è una giovane donna che fa scelte in bilico tra il coraggio e l'azzardo. Il suo pregio è quello di vivere correndo dei rischi; e nel vivere, affrontando e scegliendo strade rischiose, talvolta apparendo stupida o irrazionale, forgia se stessa e una personalità già spiccata ma piena di parentesi aperte.

Alma  è il fulcro di un romanzo corale in cui incontriamo diversi personaggi. Marcella, Amabile, Giacomo, Fulvio, Adriano, Claudio... dalle amiche legate da un relazione sentimentale osteggiata dai compaesani, alla passione e a due grandi amori, passando per l'amico che, malgrado la realizzazione artistica, è dilaniato da un male oscuro, ciascuno spicca per la sua vicenda. Malgrado la protagonista sia in prima linea, tutte le figure che incontriamo lasciano un segno, esulando da qualsiasi stereotipo. L'autrice ha saputo creare figure vere e sincere, ricche di un pathos che arriva al cuore.

Per quanto riguarda il contesto, la delineazione senza eccessi o fronzoli è vincente. L'autrice non restituisce grandi quadri ma scorci resi nell'essenza e con efficacia, senza perdersi in dettagli superflui. La vicenda di Alma è sviluppata agilmente anche se nella parte della Dolce Vita l'autrice avrebbe potuto arricchire maggiormente la vicenda, restituendo qualche tocco in più di colore legato a una fase importante per Alma. Stesso discorso per la carriera cinematografica: l'autrice avrebbe potuto anche arricchire questa parte che pare un po' sospesa. Piccole considerazioni: la trama procede liscia,  lasciando non poche sorprese al lettore.

Dal punto di vista dello stile, ne Il posto del mio cuore non mancano espressioni e immagini poetiche che arrivano al cuore rendendo ogni concetto espresso in maniera efficace. La scrittura, di quella semplicità curata che arriva al cuore e alla mente, privilegia il raccontato; rispetto a Un qualunque respiro, in cui avverte una scrittura "di getto" (ma sempre curata), troviamo un ulteriore lavoro sul linguaggio. Il risultato? Un romanzo fluido, dal ritmo moderato e dalla penna mai sciatta e, anzi, dotata di una propria personalità. Con delicatezza e senza falsi compiacimenti, Emily Pigozzi tratta tematiche quali l'omosessualità, la depressione, la violenza, senza retoriche o intenti didascalici, ma semplicemente attraverso le vicende che toccano i personaggi coinvolti.

Per concludere

Il posto del mio cuore è un romance di formazione con una protagonista che si discosta dal cliché della bella e impossibile. Alma sbaglia e lo fa lasciando il lettore perplesso, ed è questa la sua grande forza.  Come lei, ogni personaggio lascia la sua impronta, così come le vicende delineate con un linguaggio semplice, a tratti arricchito da espressioni poetiche capaci di trasmettere un concetto in maniera suggestiva. Emily Pigozzi ha scritto un bel romanzo, gradevole ma mai superficiale. Soltanto in alcuni punti si ha l'impressione che avrebbe potuto raccontarci qualcosa di più, ma il lavoro è ben fatto e l'emozione non manca, insieme a temi importanti affrontati con tatto e senza mai risultare falsa.    

Gli articoli dedicati a Emily

La presentazione a Mantova

Intervista

Recensione di Un qualunque respiro

Intervista su Un qualunque respiro



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