martedì 26 luglio 2016

Recensione: Non posso non guardarti negli occhi di Nadia Boccacci

di Roberta De Tomi

L'amore è questione di attimi? Di sguardi che, a volte s'incrociano, mentre, altre volte, si distolgono per effetto del caso? Sono alcune delle domande che ci poniamo durante la lettura di Non posso non guardarti negli occhi, romanzo di Nadia Boccacci, edito da Les Flâneurs. L'amore è il tema attorno al quale verte una vicenda narrata con la grazia di chi nella scrittura va ben oltre il mestiere.
Ma andiamo alla recensione.


Nadia Boccacci durante la presentazione a
La Bastìa a San Possidonio, intervistata dal
blogger Roberto Baldini
"Non avrei potuto fare a meno di guardarlo." Il potere dello sguardo che, secondo gli antichi era il principale veicolo d'amore, è la chiave centrale del romanzo di Nadia Boccacci. Con Non posso non guardarti negli occhi ci troviamo implicati in una storia d'amore che sembra echeggiare le note dell'impossibile. Impossibile sembra il coronamento di questo sentimento; impossibili sembrano altre situazioni che, invece, avranno ulteriori e inattesi sviluppi.
Ma facciamo un passo indietro. Tutto inizia con...

Uno sguardo lontano, l'opposto dell'amore. Diana inizia a nutrire un sentimento forte per Ugo, mentre la sua vita scorre sul binario di un sogno apparentemente irrealizzabile. La giovane, cresciuta accudendo Fausto, un ragazzo con problemi di comunicazione , vorrebbe fare l'insegnante, ma le condizioni economiche della famiglia non glielo consentono. Così inizia a frequentare la scuola serale mentre lavora in fabbrica, dove dipinge occhi su piccole statue. Da qua, l'attenzione si focalizza sempre più sul valore dello sguardo, ben oltre le parole. Mano a mano che Diana prosegue nel suo cammino, tra mille difficoltà e il cuore traboccante d'amore, scoprirà il valore del caso che, spesso, porta non poche sorprese.

Fin dall'incipit, l'autrice ci cattura nell'orbita della vicenda di Diana, in bilico tra un amore che nasce e attecchisce e il senso del dovere nei confronti di Fausto. Ragazzina, si accolla la responsabilità di un bambino problematico che, grazie al suo supporto, riuscirà a uscire (almeno in parte) dal proprio guscio.

Il contesto storico non è definito, ma si può intuire che la vicenda è collocata in un passato recente ma, al contempo, lontano, in quanto non ritroviamo la tecnologia e l'attenzione a determinate problematiche (vedi quella che riguarda Fausto) attualmente oggetto di discussioni. Quello che colpisce è la capacità con cui Diana riesce a seguire Fausto, pur tra mille difficoltà, manifestando una vocazione che negli anni successivi sarà la guida per la realizzazione dei suoi obiettivi professionali.

Un altro scatto a La Bastìa
Se il rapporto tra Diana e Fausto colpisce, ancora di più colpisce quello tra la protagonista e Ugo. Un amore che si veste d'impossibile per due personaggi che "abitano" vite parallele. Entrambi cercano l'amore anche se in modo differente e l'autrice incide tra le parole desideri che arrivano al lettore in una forma struggente ma mai melensa.

Il romanzo sembra essere costruito sull'attesa; non si tratta soltanto di una Penelope che distrugge la tela ogni notte sperando nel ritorno del suo Ulisse, bensì di una sensazione condivisa con i protagonisti, a prescindere dal genere di appartenenza.

Nadia Boccacci ambienta il romanzo in un paese della Toscana. Non ci fornisce descrizioni dettagliate, ma opta per un minimalismo efficace, in quanto capace di farci cogliere la dimensione geografica con pochi "tocchi di penna". Vincente è la scelta di non dare precisazioni storiche, pur lasciando intuire il periodo: il romanzo sembra infatti calato in una dimensione quasi magica, in cui si evidenzia la vicenda, oltre la cronologia, dando l'impressione al lettore di essere coinvolto in una storia sempre attuale.

Qualche tentennamento il lettore potrebbe averlo a vicenda avviata: a tratti sembra che la penna si dilunghi un po' troppo prima di arrivare al nocciolo della questione. Qualche lettore un po' frettoloso potrebbe dissentire su questa scelta che, in realtà, ci porta a una graduale immissione nel mondo dei personaggi.

Dal punto di vista della scrittura, Nadia si fa apprezzare per il suo stile pulito, semplice, dotato di una notevole fluidità. Le scelte linguistiche sono sempre pertinenti, riportandoci a una dimensione del quotidiano libero da ridondanze. L'autrice non "sbava" mai, ma non è "quella" del "compitino". Il suo lavoro ha personalità, evitando cadute barbare o volgari o, al contrario, scelte spocchiose. Nella scrittura respiriamo una genuinità disarmante, coniugata a un buon "senso della frase". L'autrice non inventa, ma proprio per questo è apprezzabile. Nadia percorre una strada rodata, ma "a modo suo" e raccontandoci bene una storia interessante, ad alto tasso introspettivo.

Per concludere
Non posso non guardarti negli occhi è un romanzo d'amore che mette in campo tematiche quali l'amore (gli occhi dell'amore), l'attesa, il senso del dovere e del destino, con una scrittura che ci guida in maniera credibile e pulita nel cuore di una vita che pulsa di sogni e di imprevisti. Questi ultimi, anche piacevoli.

L'autrice: Nadia Boccacci
Classe1968, nasce a Colle di Val D’Elsa (Si), dove vive tuttora. E’ laureata in Lingue e Letterature Straniere moderne e insegna italiano e inglese in una scuola primaria.
Nel 2011 ha pubblicato il suo romanzo di esordio “Uno sguardo perso nel vuoto” (Gruppo Albatros). In seguito ha pubblicato “In viaggio con te” e "I colori che ho dentro" (Butterfly Edizioni).  


Scheda tecnica del libro

Non posso non guardarti negli occhi
di Nadia Boccacci
Editore: Les Flâneurs
Anno: 2016
Genere: Narrativa/Narrativa Rosa
Pagine: 144
ISBN: 9788899500191
Costo: € 12,00
Link sito Editore: http://www.lesflaneursedizioni.it/
   

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