giovedì 17 novembre 2016

Recensione di "Odette Toulemonde" di Éric-Emmanuel Schmitt

di Roberta De Tomi

Otto donne protagoniste di vicende dalle atmosfere fiabesche ma calate nella realtà che conosciamo, con le sue mille sfaccettature e contraddizioni.
Wanda, Odile, Donatella sono soltanto alcuni dei nomi che troviamo in Odette Toulemonde, raccolta di Éric-Emmanuel Schmitt, autore e regista dell'omonima pellicola uscita nel 2006.
Otto racconti da leggere in un fiato, sorprendenti, dallo stile aggraziato e piacevole. Otto piccole lezioni di felicità.


Racconti che scivolano, leggeri, profondi e ironici. La penna è abile ma capace di farci entrare nei meccanismi di una scrittura che strizza l'occhio alle arti performative. E l'autore è Éric-Emmanuel Schmitt, uno che di arti performative se ne intende.


"Wanda Winnipeg" è... una donna con un passato che, improvvisamente, incontra proprio quando meno se l'aspetta. Dietro le facili apparenze e l'opulenza che è marchio distintivo di Wanda, si cela un altro nome. La sua vita, eretta sulla visione del personaggio, incontra l'autenticità di un antico palpito. Così scopriamo l'educazione sessual-sentimentale di questa creatura che rivela quello che non ci si attende. Le apparenze ingannano, insomma e Schmitt ce lo racconta bene!

In "E' una bella giornata di pioggia", il gioco è quello degli specchi di una coppia in cui ciascuno ha indoli diametralmente opposti e, dunque, prospettive completamente differenti anche nel modo di vedere l'altro. Ma l'esito finale sarà coincidente. Una situazione apparentemente banale aprirà le porte a una dinamica di coppia ben più complessa di quello che non appaia.

Tra il mistery e il thriller è invece "L'intrusa", tra i racconti più sorprendenti. Chi è la donna che si aggira per la casa di Odile? E Odile, è forse pazza? O forse c'è dell'altro e dobbiamo prepararci alla sorpresa? Racconto indubbiamente denso di tensione con un finale che arriva alla pancia e al cuore.

Giochi di specchi e un finale quasi fiabesco, per "Il falso". Aimée si illude per anni rispetto al suo amore. La giovane è l'amante paziente che, come Penelope, attende il suo amante, ovviamente sposato; e quando aprirà gli occhi il mondo le crollerà addosso insieme alla percezione del vero. Si tratta di un racconto amaro, con una protagonista che vede crollare tutte le proprie speranza.

"Tutto per essere felice" è una storia in cui l'amore c'è, malgrado tutto. Ancora una volta, il passato gioca un ruolo maladrino. Eppure lui ama lei. Anche in questo caso, il cielo si spezza su una donna che ha sempre prestato fede all'amore puro del marito. Ma la vita spesso costringe a operare delle scelte, a volte stucchevoli se si considera la morale corrente e le concezioni del vissero felici e contenti. A volte, i finali delle fiabe possono presentare biforcazioni che rispecchiano la complessità dell'essere umano e dell'amore che non ha etichette.

"La principessa scalza" è un romance apparentemente più lieve. L'apparenza, come negli altri racconti, diventa un'occasione per mostrarsi in realtà più veri che mai. E nell'attore fallito, bello ma senza talento che incontra una principessa, ritroviamo i temi della fiaba e del sogno da realizzare che spesso cozza con una realtà atroce.

"Odette Toulemonde" il racconto che dà il titolo alla raccolta, è un altro capitolo riuscito. Odette, sognatrice, simile a una Amélie, per la sua dolcezza e il suo curioso approccio alla vita. Di nuovo, la filosofia delle piccole cose, quella semplicità che conquista cuori celebri, dando lezioni di consapevolezza. Odette riesce a incontrare il suo scrittore preferito, e non soltanto per l'autografo.

Chiusura con il botto con "Il più bel libro del mondo". Alcune detenute in un carcere dell'Unione Sovietica svelano la loro condizione Il finale ci lascerà d'incanto strappandoci un sorriso.

Per concludere
Difficilmente un libro di racconti riesce a catturare l'attenzione del lettore; ma Odette Toulemonde racchiude piccole perle ricche di trovate interessanti e colpi di scena. Scritto con magistrale semplicità, ogni racconto lascia sempre qualcosa nel cuore e nella mente del lettore. Una domanda, un sentimento, il calore delle piccole cose che svelano una grandezza impagabile. Il tutto  è coniugato a un'ottima costruzione e a temi che svelano l'umana complessità con arguzia lasciandoci lezioni di felicità. 

L'autore
Éric-Emmanuel Schmitt, classe 1960, è scrittore, drammaturgo, sceneggiatore, saggista, regista, tra gli autori più rappresentati sui palcoscenici europei.
Sito: http://www.eric-emmanuel-schmitt.com/

Scheda tecnica del libro
Odette Toulemond
di Eric Emmanuel Schmitt
Casa Editrice: Edizioni e/o
Collana: Dal Mondo
Traduzione: Alberto Bracci Testasecca
ISBN: 9788876417702



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