venerdì 10 marzo 2017

Recensione: "Sofia nel paese dei nuovi mostri" di Samanta Airoldi, la filosofia pop che sveglia dal sonno della ragione

di Roberta De Tomi

Parola d'ordine: razionalità. Segue, il coraggio di spezzare le catene dell'ovvio per toccare corde nevralgiche di questioni che ci riguardano strettamente.
Nel suo terzo libro, Sofia nel paese dei nuovi mostri (Silele Edizioni ), la filosofa Samanta Airoldi (leggi l'intervista cliccando qui) presenta alcuni mostri dilaganti nella nostra società; lo fa applicando al reale categorie e concetti filosofici cercando di creare occasioni di stimolo alla riflessione,
Qui, la recensione del libro.



"Ora qualcuno saprebbe spiegarmi in termini Razionali e Logici cosa significa "donna normale"?
Perché se significa, come logicamente dovrebbe, dotata di 2 braccia, 2 gambe, 2 occhi, 1 naso, 1 bocca, 1 cervello, 1 utero e 2 ovaie...beh mi sembra che Barbie, in quanto giocattolo di plastica, in nessun modo potrebbe essere una "donna normale". D'altro canto, invece, qualunque modella taglia 38 è una donna normale esattamente al pari della casalinga taglia 44 o della scienziata taglia 40 o della cuoca taglia 56!
Qualcuno mi ha efficacemente spiegato (e lo ringrazio moltissimo!) che "normale" è un termine che appartiene all'ambito della statistica e significa "maggiormente ricorrente". Beh ma allora dobbiamo proporre come modello positivo e difendere tutto ciò che è "maggiormente ricorrente" in società?

Perfetto allora dovremmo difendere anche: quozienti intellettivi medio.bassi; cultura bassa; analfabetismo sociale; uomini fedifraghi; cibi poco salutari non biologici; pizze gommose; città piene di smog....
"

Siamo al Capitolo X di Sofia nel paese dei nuovi mostri: Samanta Airoldi mette i puntini sulle i, come si suol dire, rettificando termini entrati in uso corrente con un significato errato o, sarebbe meglio dire, distorto, rispetto a quello effettivo.
Avviene quando, appunto, il vocabolo normalità arriva a identificarsi con mediocrità; avviene con il termine anoressia (che indica letteralmente assenza di appetito) su cui l'autrice fa precisazioni mirate a smentire usi scorretti dello stesso.
L'autrice approda a una conclusione schiacciante rispetto all'accettazione di ciò che è mediocre in termini di normalità, per poi approdare alla necessità di essere consapevoli.

Consapevolezza è una parola chiave; in una ricerca via web potrebbe essere uno dei tag che ci riconduce al titolo del libro. Accanto, troviamo anche la conoscenza, vero e proprio accesso alla libertà.

Conoscere alla maniera socratica, aprendo la mente a quello che viene calato dall'alto e a alle relative mistificazioni per poi smantellarlo grazie a un esercizio critico della ragione, diventa una forma di difesa dall'omologazione imposta. Da ciò, nasce la necessità di riconoscere i nuovi mostri in cui Sofia si imbatte (suo malgrado). Forse ne resta affascinata, ma quando la mente ritorna alla necessità di essere consapevoli, ecco che la malia cade.

Chi sono questi mostri?

Dal negazionista dei mutamenti sociali all'ipocrita buonista, passando per l'idealista a tutti i costi, il distrattore e distratti al seguito... i mostri sono numerosi, sempre all'erta. Samanta ci scuote dal "sonno della ragione", esponendo tesi, a volte opinioni forti che non sempre i lettori avvezzi a certe morfine mediatiche potranno apprezzare. Ma la rottura dei luoghi comuni, le argomentazioni che dalla sovranità westfaliana ci portano alla sovranità liberale internazionale con un raffronto che reca diverse implicazioni all'interno del dibattito sui migranti - per la gioia dei buonisti - la scossa a prendere atto della necessità di tornare in piazza, recuperando un'idea di polis, sono alcuni degli aspetti pregnanti dell'opera.

Samanta con le sue Pilloe di Filofollesofia!
Rispetto alle precedenti Pillole, i riferimenti al cinema sono portati a esempio, ma non all'interno di una sezione specifica. Le citazioni di film appaiono ma sono più sporadiche e poste a titolo di esempio. Delle precedenti opere resta però il piglio, pungente, disinvolto ma sempre votato alla capacità di parlare di filosofia anche ai lettori che sono a digiuno della materia.
Come nei precedenti lavori, in Sofia nel paese dei nuovi mostri troviamo un'occasione per appassionarci alla materia, grazie a diversi spunti e ai riferimenti ai maestri che possono introdurre i neofiti allo studio della filosofia.

Niente a che vedere con la nerditudine: Samanta dimostra ancora una volta che la filosofia è uno strumento che ci permette di capire noi stessi e le evoluzioni di una società in cui dialogo, confronto e comunità sembrano persi tra i meandri dei Social. Soltanto attraverso la comprensione si può procedere all'azione sul mondo, recuperando un'identità perduta a causa di distrazioni e  altri falsi miti onnipresenti nel nostro immaginario collettivo.

In sintesi, Sofia nel paese dei nuovi mostri
Un libro dall'impianto più tradizionale rispetto ai precedenti, ma che appassiona. Di rapida fruizione, è una lettura piacevole, temi scottanti ben argomentati con uno stile pragmatico. Sconsigliato a chi vuole sentirsi raccontare le parabole di Buoni Samaritani o le verità rassicuranti sul mondo attraverso frasi fatte che rappresentano quello che noi vogliamo sentirci dire. Ma la conoscenza passa per la consapevolezza di una situazione scomoda. E Sofia è deliziosa ma anche una fanciulla scomoda. Una folle intelligente di cui innamorarsi per ritrovarsi (e non perdersi!).

Leggi l'intervista con la scheda tecnica del libro cliccando qui


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