venerdì 14 aprile 2017

Recensione: "Non aprire quella porta" di Daniele Corradi

di Roberta De Tomi

Il titolo non inganna: è proprio quello di una delle più terrificanti pellicole della storia del cinema horror. Non aprire quella porta, edito da DAE Editore, non è esattamente un sequel o un prequel del film, né il tentativo di cavalcare una moda.
In questo romanzo, costellato di contaminazioni, di citazioni in cui il gusto dell'orrorifico si intreccia alla cultura classica, il lettore resta spiazzato. L'autore, Daniele Corradi, ci fa correre sul filo della sua immaginazione che galoppa a un ritmo incalzante. Parallelamente troviamo una vicenda sentimentale che ci riporta alla nerditudine del protagonista. Regista genialoide che con le ragazze non ci sa fare. E se la ragazza si chiama Melita, le questioni si complicano...


Non è sicuramente un romanzo ricco di dettagli e indizi sparsi alla rifusa e senza un significato preciso. Non aprire quella porta di Daniele Corradi (DAE Editore) è un'opera corposa, e non soltanto per il fiume di parole e di eventi che ci travolge. A quelle, l'autore dà forma con la consapevolezza di chi sa quello che vuole e cosa vuole dire. Malgrado la materia fortemente composita, la narrazione è fluida, ma in questa fluidità troviamo spesso le ragioni per perderci (e ritrovarci).

Vediamo la trama (senza spoilerare!!).

Tutto ha inizio nell'estate del 2008 con una giovane coppia a bordo di una Ford. Mentre sta correndo su una strada di campagna, il veicolo resta senza benzina. La coppia va in una tavola calda e incontra un uomo misterioso, detto "chirurgo". Nella stessa estate, Melita Bitoni, aspirante attrice e modella, esce da un motel, urlante. E' coperta di sangue e ha l'orbita del suo occhio sinistro vuota.
Che cosa accadrà, a questo punto? Una fuga senza fine, l'orrore che si espande, realtà e fantasia di cellulloide che si intrecciano senza soluzione di continuità, sotto lo sguardo di Davide Franco, regista di bi-movie dal passato torbido (o forse qualcosa di più). Eppure, nemmeno lui, con il suo background, dimentica Brandon Walsh. E tra Beverly Hills 90210 e la classica motosega sanguinante,si pongono il De Rerum Natura e il cinema onirico di Kant.

Che cosa c'entrano i telefilm per teenager con la filosofia di Kant? Come possono i bi-movie coincidere con una cultura di alto lignaggio? Daniele Corradi riesce a far confluire il tutto nel contesto di una situazione tipicamente cinematografica. In Non aprire quella porta troviamo una summa di archetipi ed elementi clichettari dell'horror. Dalla casa isolata all'invasione degli zombie passando per la famiglia squinternata, il repertorio è ampio. Ma l'autore non cade nella narrazione stereotipata; al contrario, dà vita a una serie rocambolesca di eventi ricorrenti del genere, sempre rigorosamente reinventati in maniera personale e originale.

Il romanzo è una corsa senza fine. Ai sogni di Melita, in cui ravvisiamo una sorta di déjà vu, si alterna lo sviluppo delle vicende in cui l'autore solleva il sipario sul mondo del cinema, con i suoi intrighi e le perverse dinamiche. I personaggi sembrano in balia di forze superiori, l'Eros si raffronta al Thanatos, binomio imprescindibile dell' horror.

Davide Franco, il regista di bi-movie che ci ricorda vagamente il nerd di una pellicola anni Ottanta/Novanta, è un personaggio che incuriosisce. Difficile da definire, nel suo atteggiamento si scorgono delle zone d'ombra perturbanti. A tratti sembra innocente, ad altri tratti un intellettuale incompreso capace di generare grandi idee e - come da copione - rari successi sentimentali. L'altro personaggio di spicco, Melita Bitoni, la tipica fanciulla procace di molti bi-movie, è in realtà dotata di una complessità che sfugge alle apparenze. Anche lei, come Davide, ha un segreto che nasconde dietro all'atteggiamento della svampita.

A proposito di citazioni e riferimenti: l'elenco è chilometrico, ma qualche piccolo esempio non guasta. Dal film The Texas Chainsaw Massacre a The Evil Dead, passiamo per le Strade perdute di David Lynch, per Il Vampiro di Dreyer, al filone horror che vede tra i suoi "geni" Lucio Fulci, Damiano Damiani (che ha ispirato all'autore il personaggio di Lou Damiano). Corradi cita Kubrik e il Cameron di Terminator. Immancabile la letteratura che da Lovecraft ci porta a Le Fanu; ancora prima, i citati classici, con Lucrezio, Esiodo.
Mi fermo qui, per arrivare allo stile.

Daniele Corradi è un visionario capace di erigere un'architettura narrativa robusta, ben oltre il mestiere. A partire dall'incipit, il lettore è coinvolto nella vicenda in cui nulla è dato per scontato. Talvolta le situazioni si fanno stranianti, non mancano eventi che si ripetono, ma l'autore ha l'abilità di riuscire a tenere saldo il filo della narrazione. L'impressione è quella di essere calati nella dimensione di un tempo ritrovato o di un eterno ritorno. Per chi cerca un bestseller di facile fruizione, non è forse questo il più indicato, anche se il ritmo rapido gioca a suo favore. Non aprire quella porta è indubbiamente un lavoro basato su un background solido, dove i colpi di scena e i momenti inverosimili si allineano a un gusto della fiction che va oltre la stessa fiction.

In sintesi
Non aprire quella porta è, in realtà, una porta spalancata su un mondo brulicante di strani individui, mostri, situazioni border line, cultura e culture. Una narrazione composita ma ben strutturata e cesellata, a tratti spiazzante e straniante, ricca di contaminazioni e di visioni che si fanno vivide sulla carta. Il romanzo è un omaggio ai film horror, spesso denigrati dalla critica, in realtà indici di una realtà e frutto di un'immaginazione capace di vedere oltre le apparenze. Tra Eros e Thanatos, pop-trash e cultura classica.
Le commistioni sono servite sul piatto d'oro della narrazione. Non è forse per tutti i palati, o forse sì, basta provare, ma sicuramente è un'opera notevole per stile e sviluppo, mai banale e dotata di originalità e personalità. Non perdetevi le appendici, per approfondire il romanzo!

L'autore: Daniele Corradi
Classe 1980, insegnante, musicista, editor, autore, non per forza nell'ordine che ho citato.
Lo abbiamo conosciuto qui: clicca per leggere l'intervista


Scheda tecnica del libro
Non aprire quella porta
di Daniele Corradi
Genere: Horror
Anno: 2015
Casa Editrice: DAE (Dario Abate Editore)
Collana: I Nuovi Bestseller
Formati: E-book e Cartaceo
Sito Editore: http://how2edizioni.it/

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