venerdì 27 ottobre 2017

RECENSIONE: "Angeli di plastica" di Emanuela Valentini

di Roberta De Tomi

L'ho letto in una manciata di giorni della bollente estate appena trascorsa. Fin dalle prime righe, Angeli di plastica (Delos Digital - Odissea Digital Fantascienza, finalista al Premio Urania) di Emanuela Valentini, catapulta il lettore in una vicenda vertiginosa.
Per la protagonista, Mei, improvvisamente si palesa una sorta risveglio kafkiano che la proietta nel cuore di una vicenda in cui tutto quello che le sembrava (relativamente) assodato, subisce un crollo verticale.
Con uno stile immaginifico, in bilico tra il crudo e il sublime, l'autrice costruisce una storia che funziona dall'inizio alla fine, capace di dare emozioni fortissime calate in uno scenario urban personale ma verosimile e che, per dinamiche umane e sociali, ricalca quello odierno.


Mei è un'adolescente che, con le coetanee, condivide la tendenza alla ribellione; ma Mei non è soltanto questo, poiché nella testa ha una sorta di dispositivo che le consente di ottenere ed elaborare informazioni. Grazie a questa sorta di Google, la protagonista del romanzo di Emanuela Valentini individua ragazzini che, come lei, hanno un'origine "particolare". Mei è "nata" infatti da un marchingegno frutto di una sperimentazione che ha deviato percorsi e obiettivi iniziali. A partire dalla scoperta delle proprie origini, insieme a una fuga, nasceranno diverse vicende rocambolesche calate in un ambiente a tinte cupe, con un'azione serrata alternata alla scoperta di verità fluttuanti e sconvolgenti.

Il mondo di Angeli di plastica emerge, non privo di doppiezze e di segreti che, nel palesarsi, mostrano risvolti molto pesanti. Si tratta di un mondo credibile, nella sostanza non così lontano da quello attuale, con le sue ipocrisie, gli scotti fatti pagare a chi, ignaro, è vittima di un determinato sistema, esattamente come lo sono questi angeli prodotti da una macchina creata inizialmente con funzioni differenti.  Le vicende in cui si trovano implicati i personaggi avranno una crescita in termini di tensioni e complicazioni che sfoceranno in un finale mozzafiato. Il confine tra bene e male è sempre più labile, buoni e cattivi non sono sempre distinti nettamente come avviene nelle fiabe, anzi, spesso il male s'insinua nelle menti più fragili in forma di un malessere che distorce anche le visioni positive.

I personaggi, dagli angeli di plastica agli "esseri umani" sono delineati benissimo. Mei, il padre, North: nessuna concessione a rappresentazioni banali, perché l'autrice ne delinea i conflitti interiori, le intime contraddizioni e lacerazioni senza concessioni a facili edulcorazioni. Il tutto con una resa emotiva intensa, che lascia ampi margini alla ragione, nella disgregazione delle certezze.

La vicenda diventa l'allegoria di una condizione. L'allucinazione e le umane fragilità fuse alle velleità di dominio, si confondono in una realtà labile. Anche il tema della follia emerge, intrecciandosi a quello della virtualità e della ricerca che, dalla vicenda del Golem, ci riporta al mito di Prometeo e a quel Frankenstein in cui Shelley rivela gli sforzi dell'uomo teso a sostituirsi a Dio (in cui si può credere o meno, ma cui l'uomo vorrebbe sostituirsi). A questo si aggiunge quell'allucinazione che ci rimanda alla metamorfosi kafkiana, per ricollegarci agli echi classici, salvo poi arrivare alla scie-fi moderna e contemporanea, con le tematiche in essere che vedono la tecnologia in  primo piano e sempre in rapporto all'essere umano.

Dal punto di vista stilistico e linguistico l'autrice cesella uno scenario che emerge in tutta la sua concretezza. Le vicende sono rappresentate con una potenza espressiva fortissima. I punti di vista oscillanti dei personaggi, disorientano ma sono coerenti con quello che i personaggi stessi stanno vivendo e con la percezione che hanno degli eventi. Forse qualche sfrondatura di aggettivi e descrizioni avrebbe lasciato più respiro al fluire delle vicende, ma la penna di Emanuela Valentini, sensibile ma anche forte, non naviga a caso nel mare delle parole.

Angeli di plastica strizza fortemente l'occhio anche a manga e anime: nello stile composito questa influenza si avverte fortemente, aspetto che può non far comprendere completamente la lettura di questo romanzo a chi cerca un racconto del genere di impostazione più classica. Ma questa ibridazione di generi  ci porta sicuramente a qualcosa di nuovo e interessante, per un romanzo ricco di idee e situazioni. in cui si palesa l'inventiva di un'autrice che sa quello che vuole raccontarci.

Per concludere
Angeli di plastica è un ottimo racconto che ibrida i generi: dalla scie-fi ci riporta ai manga e al dark fantasy, con richiami anche a letture più classiche. Lo stile meno iperbolico avrebbe potuto rendere più agile la lettura, ma lo stile di Emanuela Valentini è immaginifico e carico di significati e di un'intensità che lasciano il segno. Un consiglio, soprattutto se amate il genere fantastico nelle sue mille declinazioni: tenete d'occhio questa autrice!

L'autrice: Emanuela Valentini

Emanuela Valentini vive e lavora a Roma. Ha studiato Lettere e Filosofia, adora i classici ma legge di tutto, colleziona macchine per scrivere e fumetti vintage. Autrice di strane storie nel 2013 ha pubblicato con Speechless Books la sua fiaba dark "La bambina senza cuore". Nello stesso anno è uscito con il marchio GeMS "Ophelia e le Officine del Tempo", finalista al Torneo Ioscrittore. Con Delos Digital ha pubblicato il serial "Red Psychedelia". Nel 2016 ha vinto il premio Robot con il racconto "Diesel Arcadia".

Scheda tecnica del libro
Angeli di plastica
di Emanuela Valentini
Editore: Delos Digital
Collana: Odissea Digital Fantascienza
Formato: E-book
Pagine: 204
Prezzo:
Sito editore: clicca qui

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