venerdì 17 novembre 2017

Intervista a Elara Benagi: oltre la Bauta, vi racconto "Chris, un gigolò a Venezia"

"Chris, un gigolò a Venezia": tutto ebbe inizio
da una Bauta...
di Roberta De Tomi

Il suo volto è ben celato dalla... copertina di un libro! Elara Benagi non si svela troppo se non attraverso la sua scrittura.
"Chris, un gigolò a Venezia" è la sua opera prima, edita da DAE _ Dario Abate Editore. Un esordio che ha come elemento ispiratore primigenio una vicenda del passato di Elara. Da questo seme è poi nata e si è sviluppata una trama rigogliosa, come rigogliosa è la penna dell'autrice che andiamo a conoscere.


Chris, un gigolò a Venezia: il romanzoAlto, biondo e con gli occhi di ghiaccio, Christopher lavora come cameriere a Venezia e frequenta l’università, anche se con pessimi risultati.
Una calda notte d’estate, una donna bella, ricca e con il doppio dei suoi anni lo convince ad andare a letto con lei.
Il mattino dopo, Chris perde l’ennesimo esame all’università. Capisce, però, di avere una nuova, inaspettata,occasione: ci sono donne disposte a pagare per trascorrere una notte con un bel ragazzo come lui!
In poco tempo, la sua vita si trasforma in un sogno a occhi aperti: feste sfarzose e notti di sesso infuocato, macchine sportive e belle donne, lenzuola di seta e… tanti soldi!
Ma cosa accadrà quando incontrerà l’unica cosa che non aveva cercato? Quando si troverà a dover scegliere tra il denaro e l’Amore?

L'intervista

Ciao Elara, benvenuta su Words! Raccontaci qualcosa di te e del tuo rapporto con la scrittura.
Ciao Roberta, innanzitutto grazie per questo tuo interessante e utile “spazio” che hai creato per autori e lettori, e grazie di avermi offerto l’opportunità di usarlo per parlare del mio lavoro. 
Mi chiedi di raccontarti il mio rapporto con la scrittura… Non mi ero mai posta questa domanda. Dunque: scrivere mi piace molto, ovviamente. Mi piace soprattutto creare “narrazioni visive” in cui il lettore possa immedesimarsi grazie alle tecniche di scrittura, e mi piace sperimentarmi nel migliorare il mio stile e le mie capacità per rendere i miei lavori piacevoli e interessanti per quanto possibile.

Arriviamo quindi a “Chris, un gigolo a Venezia”.  Come e quando è nata l’idea di questo romanzo? Chi è il giovane protagonista di cui ci narri le vicende?
Bella domanda. In realtà, a me sembra che siano i personaggi a venire da me. Come ho accennato nella dedica nella prima pagina del libro, una notte di Carnevale di molti anni fa mi trovavo a Venezia e in mezzo alla confusione mi sono sentita osservata. Voltandomi per assecondare quella sensazione, incrociai lo sguardo di un ragazzo in smoking nero che indossava una maschera, una Bauta forse, e che, fissandomi con il suoi occhi color del ghiaccio, mi sorrise malizioso. Non ho mai dimenticato la strana sensazione di quella notte. Negli anni successivi ho letto alcuni saggi, reportage e articoli di giornale che parlavano di prostituzione maschile e ho scoperto che esiste una realtà molto vasta, più di quanto si immagini, legata all'argomento. Pian piano l’idea ha preso forma, ho continuato a documentarmi leggendo storie vere e spulciando siti Internet di veri accompagnatori e alla fine è nato il personaggio di Christopher, che magari esiste davvero, da qualche parte.

La storia si svolge a Venezia, di cui riferisci numerosi dettagli.  Venezia non è soltanto un ambiente, ma acquisisce anche il ruolo di personaggio, durante la narrazione? 
Venezia è il luogo da cui tutto ha avuto inizio, per l’appunto,ma più che un personaggio la vedo come una muta spettatrice delle vicende narrate; e poi quale luogo migliore per ambientare una storia come la mia se non la città che ha dato i natali al famosissimo Giacomo Casanova? La città che per secoli è stata l’icona del piacere e della vita godereccia?

Che ruolo ha l’eros nello sviluppo della trama e nella definizione dei personaggi? 
L’erotismo è il lavoro del protagonista, l’unica dimensione che sembra appartenergli nella prima parte della storia. Poi la situazione cambia: l’eros si trasforma in puro atto sessuale e, successivamente, il sesso diventa violenza fisica e psicologica, seguendo non solo lo sviluppo della trama ma anche la crescita e l’evoluzione del personaggio.

In generale: l’erotico sia come genere letterario sia come componente di un romanzo di qualsivoglia genere, che ruolo ha dal tuo punto di vista? Si tratta di un fine, di uno strumento? O altro?
Credo sia un modo di essere. Ci sono persone che non possono fare a meno di essere o sentirsi caratterizzate da un forte erotismo.

Nel tuo romanzo, che ruolo ha l’amore?
“L’Amor che move il sole e l’altre stelle…”, ah ahah! Scusa la divagazione. L’Amore e la sua ricerca è ciò che muove la vita di ogni essere vivente: l’amore per il denaro, l’amore per il sesso, l’amore per il lavoro, l’amore per sé stessi, l’amore per gli altri, l’amore per la vita in sé; ognuno di noi è libero di scegliere e di cambiare idea, o amore, proprio come accade al protagonista.

A proposito di maschere e Carnevale: nel nascondere, svelano qualcosa? Contribuiscono a cadere in un inferno? Che ruolo hanno nel romanzo?
Nel romanzo la Bauta, un’antica maschera veneziana, viene citata e usata dai protagonisti con uno scopo ben preciso. Infatti, a Venezia, oggi come in passato, le feste dell’alta società prevedono che i partecipanti indossino una maschera.Ma nel caso del protagonista la maschera è anche una metafora: Christopher, e lo scrivo chiaramente nel romanzo, inventa e indossa una “maschera” diversa per ogni donna che incontra e con la quale va a letto. Tanto che, alla fine, non capisce più quale sia il suo vero “volto”, non sa più chi è. La consapevolezza di questo vuoto è la causa che scatena tutta una serie di eventi che formano la trama.

“Chris, un gigolò a Venezia” non è il classico romance erotico di moda sulla scorta della fiaba di “Cenerentola” (qui al maschile). La lettura si apre a molteplici interpretazioni e visioni e la vicenda è molto forte. Rispetto al genere, lo senti romance, erotico o, piuttosto, di formazione?
Avrei potuto raccontare la stessa storia anche se il protagonista fosse stato un panettiere, un giornalaio, un insegnante, et c… Il romanzo parla della crescita interiore del protagonista e delle vicende che contribuiscono a realizzare questo suo difficile e tortuoso percorso. Il fatto che si parli di erotismo è dovuto all’incontro da cui tutto è nato,e di cui ti ho parlato inizialmente, e alle ricerche che ho fatto successivamente sul tema della prostituzione maschile. Anche se, in effetti, l’eros è sempre un condimento molto gradito dal pubblico. ;)

La Bauta 
Dal punto di vista tecnico e stilistico, su cosa hai puntato? Quali aspetti della narrazione hai privilegiato? 
Cerco di essere descrittiva. Provo a descrivere i luoghi e gli ambienti dove si svolge il racconto, ma ancor di più punto a delineare i “luoghi interiori” dove si svolgono “le vicende emotive” che danno vita alla storia e ai personaggi. La parte difficile è ottenere un risultato apprezzabile senza annoiare e appesantire, mantenendo la fluidità e il piacere della lettura. O almeno ci provo! 

Cosa invece hai evitato o, in generale,  eviti di fare assolutamente quando scrivi?
Cosa evito di fare? Spero, appunto, di non essere noiosa e ridondante, mi auguro che i miei personaggi non siano banali o stereotipati. Ho cercato, per quanto nelle mie capacità, di rendere la storia realistica e coerente senza scadere nella volgarità, di dare vita a delle situazioni e dei personaggi “vivi” e credibili a cui il lettore possa affezionarsi e, magari,nei quali possa immedesimarsi. Spero di esserci riuscita!

Quali opere (letterarie, cinematografiche…) ti hanno ispirata per questo lavoro? E nella tua attività di autrice, chi/cosa ti ispira?  
Credo che molte delle immagini del film “Eyes wide shut” di Stanley Kubrick, tratto dal romanzo “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler, mi abbiano ispirato le scene più “crude”. Ma è la realtà la principale fonte d’ispirazione. Ripeto: molte delle cose scritte e descritte nel mio romanzo sono tratte dalla realtà, sono ispirate dalle vicende reali di uomini reali che si sono trovati coinvolti nel mondo della prostituzione. Sembra banale dirlo, ma spesso la realtà supera la fantasia.

Scriveresti un seguito di Chris?
Già fatto, ma è ancora top secret. Work in progress…

Che cosa rappresenta questo libro nel tuo percorso di autrice?
È il mio esordio. Il primo romanzo che riesco a mettere nero su bianco per intero, altri attendono sotto forma di scaletta narrativa o semplici canovacci. È stata una grande emozione vederlo finito, pronto, pubblicato e anche letto! Mi ha fatto capire alcune cose molto importanti di me stessa: prima di tutto che è questa la mia strada, nel bene e nel male; seconda cosa, che posso farcela e posso crescere e migliorarmi come autrice e come persona; ultimo, ma non per importanza, che siamo noi lettori (sono una lettrice prima ancora che un’autrice!) a dare il contributo più importante per far vivere il lavoro di uno scrittore. Infatti, anche la storia più bella e interessante del mondo non varrebbe nulla se non ci fosse qualcuno disposto a leggerla.

I prossimi progetti di Elara? Che cosa vorresti scrivere?
Come ti dicevo, ho delle bozze da trasformare in romanzi. Ma chissà… Aspetto sempre che altri personaggi vengano a raccontarmi la loro storia.

Scheda tecnica del libro
Chris, un gigolò a Venezia
di Elara Benagi
Generi: romance, erotico, narrativa contemporanea, r. di formazione
Casa editrice: DAE
Collana: I nuovi besteller Vol. 16
Anno: 2017
Formati: E-book Cartaceo
Casa editrice: Link HOW2 Edizioni - clicca qui
Acquistabile su tutti gli estore









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