venerdì 19 gennaio 2018

Recensione: "Maria Maddalena - La donna di Gesù" di Manuela Ottaviani

Il ritratto di una donna coraggiosa e controcorrente, anche nella sofferenza per la morte del suo amato. L'amore come motore mobile di una vicenda scritta in punta di penna.
Non è infatti un romanzo destinato a chi cerca colpi di scena improvvisi; quello di cui è autrice Manuela Ottaviani. Maria Maddalena - La donna di Gesù (DAE - Dario Abate Editore) narra una vicenda umana con elegante semplicità, restituendo un'immagine di Maria Maddalena ben diversa da quella presente nell'immaginario collettivo.
Ecco la recensione del romanzo di Manuela Ottaviani che abbiamo già conosciuto (leggi l'intervista con la scheda tecnica del libro - clicca qui)

La trama: Maria Maddalena - La donna di Gesù.
Il dolore di Myriam (Maria Maddalena) dopo la morte di Yeshu (Gesù). Il suo percorso, parallelo a quello di tutti i personaggi che, nella loro vita, hanno amato Yeshu: dalla madre Maria a tutti i numerosi testimoni dell’amore per questo fantastico uomo. Se divino è il Vangelo, e divina la parola degli Apostoli che si scontrano con Maddalena, umana è la vicenda della donna e dell’uomo che vissero compiutamente il loro amore. Puro. Veritiero.

L'amore nelle sue molteplici espressioni, ma sempre unico nella sua essenza, è il catalizzatore di questo romanzo in cui umano e divino sono le due facce di una stessa medaglia e al contempo (apparentemente) due elementi inconciliabili nel loro manifestarsi a livello terreno. La parola divina di cui gli apostoli diventano depositari si contrappone al rapporto "umano troppo umano" tra Myriam e Yeshu. Ma se la tradizione ci rimanda, in linea con la tradizione patriarcale, l'immagine di una Maria Maddalena meretrice, colta in tutta la sua carnalità (in accezione negativa), nel romanzo di Ottaviani troviamo una Maria Maddalena resa in tutta la sua piena, femminile umanità.

Non si tratta di un'operazione agiografica fine a se stessa: Maria Maddalena, figlia di un rabbino,  viene colta nel pieno di una maturità in cui il dolore per la perdita del suo amore ci dischiude un mondo interiore che emerge, rivelando una spiritualità trascendente le etichette. La donna, con i suoi poteri di guaritrice e i ricordi legati al risveglio di una sensualità che non è mai veramente discinta ma è comunque motivo di scandalo, è una donna libera che non si piega alle convenzioni e che, per questa ragione, viene bollata socialmente.

In contrapposizione troviamo i discepoli, mossi da un grande amore per il loro Maestro ma, al contempo, dai pregiudizi morali retaggio della società patriarcale che li portano a non accettare Myriam. In questa contrapposizione si esplicano dinamiche che si replicano anche oggi, arricchendo il romanzo di riferimenti attuali.

L'amore come catalizzatore delle vicende. Amore che è anche quello della madre di Gesù. Il rapporto tra le due donne a volte pare sospeso nel limbo della malinconia; in realtà in entrambe troviamo un parallelismo dato dagli opposti che in realtà sfociano nell'unità di una purezza unica data proprio dall'amore.

Il romanzo attinge a fonti differenti, tra cui Il Vangelo di Maria, redatto, secondo i Pap. 8502 di Berlino e Pap. Rylands III, n. 463, dalla figura esistita storicamente. Inoltre presenta riferimenti mitologici e sacrali quali le tre Marie, oggetto di dissertazione da parte di esperti e studiosi.

La componente sacra s'intreccia a quella profana senza soluzione di continuità, abbattendo gli schemi culturali sclerotizzati per consentire al lettore di interpretare le vicende e la stessa figura della donna di Gesù e del loro rapporto sotto una luce nuova.

Lo stile di Manuela Ottaviani, delicato, semplice, elegante, malinconico, non punta al sensazionalismo. Traccia itinerari interiori che s'intrecciano al corso degli eventi esterni passati, presenti e futuri. La penna sembra piuttosto un pennello delicato su una tela. Manca un punto apicale e questo potrebbe essere una debolezza nella costruzione del romanzo: la tensione narrativa segue infatti una linea uniforme restituendo l'atmosfera contemplativa che è centrale nello sviluppo della trama. Manuela Ottaviani però non vuole suscitare clamori. Vuole raccontare una storia d'amore. La storia di una donna ebrea emancipata nell'amore che resterà sempre nel cuore. La storia dell'amore che è essenza e principio di vita.

Per concludere
Maria Maddalena - La donna di Gesù è il ritratto di una donna forte nel suo essere contemplativa (ma non passiva),  capace di un amore incondizionato e puro. Penna efficace, semplice ed elegante, quella di Manuela Ottaviani non graffia però sulla tensione narrativa. Quest'ultima non presenta infatti il classico climax; il risultato è un dipanarsi omogeneo (e fluido) della trama, in linea con l'intenzione che non mira a colpire ma a tracciare un ritratto dell'amore puro e vero. Quello che fonde umano e divino. 

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