giovedì 12 aprile 2018

Scrittori e scrittrici in Fiera: Elena Mandolini ci racconta il Romics

Lo stand in cui Elena Mandolini
ha esposto le proprie opere al
Romics
di Elena Mandolini - Intro di Words!

"Per una scrittrice, vedere gli occhi di un lettore illuminarsi alla lettura del proprio romanzo è qualcosa di impagabile. Questo è il ricordo più forte legato al Romics di aprile 2018. Ogni giorno hai dieci ore di tempo a tua disposizione."
La scrittrice Elena Mandolini, autrice di lavori quali Il signore dei racconti e Biancaneve zombie (Dae Editore, e in uscita prossimamente con un nuovo lavoro) descrive con queste parole la sua esperienza al Romics, la Rassegna internazionale sul fumetto, l'animazione, il cinema e i games che si è tenuta a Roma dal 5 all'8 Aprile 2018. Elena è stata in fiera il 5 e il 6 aprile, e ci porta la sua esperienza, dando  anche qualche informazione utile agli autori e alle autrici che volessero cimentarsi con il mondo delle esposizioni.
La parola, ora, a Elena Mandolini (e agli scatti al Romics)!



Le opere di Elena Mandolini, edite da DAE Editore
"Per una scrittrice, vedere gli occhi di un lettore illuminarsi alla lettura del proprio romanzo è qualcosa di impagabile. Questo è il ricordo più forte legato al Romics di aprile 2018. Ogni giorno hai dieci ore di tempo a tua disposizione.

Dieci ore per incuriosire chi passa di fronte al tuo stand. Giornate faticose, in cui devi stare in piedi e in cui, nonostante gli attimi di stanchezza, devi continuare a trasmettere la tua passione per i libri. Raccontare con sentimento le tue storie a chi ti conosce per la prima volta è fondamentale; quindi via la fiacca e avanti col sorriso.Tanti caffè e un pranzo veloce dietro i banchi dello stand. Fatica e sacrificio sì, ma si viene ripagati.

La passione paga sempre! Quando parli con potenziali lettori accade tutto in un attimo. Vedi farsi largo un sorriso nel loro volto e gli occhi cominciano a brillare. La tua storia incuriosisce. La tua storia piace. Per carità, non bisogna nascondersi dietro un dito, il finale della fiera è vendere, ma c’è qualcosa di più bello e decisamente più appagante. È quel sorriso. Sono quegli occhi. Sono semplici frasi. “Mi piace!”, “Bella idea. Diversa, anche!”, “Wow, questo sì che mi intriga!”. Per me scrivere significa emozionare chi legge i miei lavori e sentire queste frasi, mi ripaga ogni volta delle dieci ore in piedi, del camminare avanti e indietro e di fermare gente che, ogni tanto, neanche ti risponde e fila dritto. Un’esperienza fondamentale per chi vuole scrivere: confrontarsi direttamente coi lettori. Per chi, come me, scrive per una casa editrice che non ha una distribuzione nelle principali librerie, la presenza in fiera rappresenta un contatto importante col pubblico. Bisogna essere sorridenti, amicali ed estroversi, ma occhio, mai falsi o adulatori: i lettori lo capiscono se stai cercando semplicemente di vendere. Tu sei qui per farti conoscere, per far conoscere i tuoi lavori.

Lo scrittore non deve essere sopra un piedistallo, ma si deve rapportare da pari a pari con chi ha di fronte. Deve parlarci! Spesso mi è capitato di chiacchierare in generale di letteratura e di cinema, o persino di politica. E spesso quelle persone sono tornate allo stand per comprare i miei romanzi: piacciono le tue storie, piaci tu. Bisogna essere se stessi, mai giocare e fingere!

Ed ecco Elena... in compagnia di...
help! Freddy Krueger! Al Romics si possono fare
incontri... terrificanti... 
Oltre alle energie, si devono anche investire risorse economiche: cartoline, volantini, banner. Se si può, è sempre meglio realizzare dei volantini da dare ai passanti che, una volta usciti dalla fiera, avranno modo di continuare a pensare ai nostri scritti. Oppure ideare cartoline informative da regalare a chi acquista il nostro romanzo. È fondamentale, in questo caso, inserire tutti i nostri contatti e i siti in cui è possibile continuare a carpire notizie su di noi e sui nostri progetti futuri. Infatti, la fiera è un modo di creare risonanza a lungo termine. Le vendite in loco possono andare bene o male, ma c’è una cosa che è sempre uguale: un seguito su di noi e sui nostri romanzi. È come un sasso lanciato in un lago: il sasso cade giù e pian piano le increspature dell’acqua si allargano, si allargano, si allargano…
Ogni fiera è un viaggio e, al di là del mero gioco di marketing, c’è una cosa che bisogna sempre tenere a mente. Divertirsi! Io, da amante dell’horror, ho avuto modo persino di conoscere Freddy Krueger. Più divertente di così!"

Elena Mandolini: i contatti!
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http://www.elenamandolini.com/

Foto fornite da Elena Mandolini

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