mercoledì 27 giugno 2018

Quando l'amore è come il "Velluto nero": intervista allo scrittore Vito Introna

Una donna bella e forte, con grandi doti imprenditoriali; la sua vita, tra successi lavorativi e franate di cuore improvvise, dopo la prima fase di inevitabile magia. L'amore e quel Velluto nero (Edizioni Dal Sud) che richiama dettagli contrastanti.
Vito Introna ci racconta qualcosa di questo romanzo, un chick-lit che rappresenta per lui una prima prova nel genere. Una lettura che scivola via, con una protagonista cinica ma avvincente, alle prese con quel folle sentimento chiamato amore... ma sarà davvero amore? 
Lo scopriremo soltanto... leggendo!
  



Roxanne, la protagonista del chick-lit di
Vito Introna. ha un debole per le scarpe...
e voi, lettrici?
Ciao Vito, benvenuto! Velluto nero si discosta molto dalla tua precedente produzione narrativa, considerando che sei molto legato ai filoni fantascientifico e giallo/thriller. Come sei arrivato alla scrittura del tuo nuovo romanzo?
Assolutamente per caso. Con la SF ho deciso di prendermi una lunga pausa, col giallo idem. Allora ho deciso di cimentarmi nel chick-lit, genere molto più semplice.

Chi è la protagonista, Roxanne? Una super-donna? Una cinica donna in carriera con un cuore fragile? Una donna contemporanea in bilico tra necessità di auto-determinarsi e vecchi retaggi culturali?
Una donna bella e determinata rosa da un profondo conflitto interiore, un’abile imprenditrice che cerca di gestire i propri uomini alla stregua di asset aziendali. Con risultati molto altalenanti.

Chi sono, invece, i personaggi che la donna incontra?
Un poetico precario barese, inconcludente al massimo. Un affarista brianzolo di scarso successo ma dal bellissimo fisico. Un vecchio musicista jazz americano, falso e anaffettivo.

Il tema della violenza alle donne può calzare perfettamente all’interno di questo tuo lavoro. Violenza come e secondo quali dinamiche, dal tuo punto di vista?
Semplice e brutale istinto di sopraffazione, istinto patriarcale, insensibilità e/o incapacità di ammettere che l’emancipazione femminile sia un dato di fatto da decenni.

Che ruolo gioca l’ambiente?
Minimo. Roxanne ovunque vada si integra alla perfezione e si afferma sul lavoro, ma non appena tenti di sbilanciarsi sentimentalmente, incomincia ad avere problemi

Nel tuo romanzo non mancano numerosi riferimenti alla politica, soprattutto con il riferimento a stereotipi che vedono riproporsi i divari tra diverse aree geografiche; ma nessuna concessione effettiva agli stereotipi, anzi, diventano un’occasione per cesellare i personaggi o forse altro? Nel tuo chick-lit c’è un aspetto sociale forte?
Nel libro non c’è il minimo intento di satira sociale. Ovviamente se un fidanzato di Roxanne è un avvocato barese non può non simpatizzare per la destra, come anche l’imbranatissimo fidanzato-imprenditore di Lodi che è berlusconiano convinto. Ma si tratta solo di piccoli stereotipi, la politica deve stare lontana dal chick-lit.

Che cos’é l’amore?

A 48 anni non l’ho ancora capito.

Nella scrittura di questo romanzo, su cosa ti sei focalizzato?
Su una storia realmente accaduta, della quale fui spettatore in gioventù. Per rimpolparla ho dovuto acculturarmi in un genere letterario a me ignoto e poi di lì a scrivere è stato un lampo.

Cosa, invece, hai voluto evitare?
Di dare maggiore consistenza all’intreccio, evitando le mie solite ‘menate’ distopico-apocalittiche. Un pubblico (teorico) composto in massima parte da lettrici ‘soft’ non apprezzerebbe.

Il romanzo cui Vito Introna
è più legato
Vito, hai all’attivo diversi romanzi con cui hai spaziato nei generi. Qual è quello cui sei più legato e per quale ragione?
Ainor l’apolide. Per scriverlo ho letteralmente buttato il sangue ed è il testo che riassume meglio il mio stile, le mie idee, il mio credo. Peccato, non ha avuto fortuna.

Come curatore di Scritture Aliene: com'è nato questo ruolo e come affronti la realizzazione di ogni volume della collana?
Scritture Aliene è una collana di SF semi-amatoriale e in qualità di curatore cerco di dare massimo spazio agli autori, accogliendo sub generi fra i più vari. Non abbiamo intenzione di scalare il già minuscolo mercato della fantascienza, semplicemente vogliamo offrire un’alternativa “Artigianale” ai colossi-nani dell’editoria fantastica.

In generale: quando e come è nato l’amore per la scrittura?
Credo sia nato con me, i miei temi erano letti spesso in classe e i pochi racconti che scrissi sulle vecchie piattaforme di scrittura creativa preoccupavano non poco i web-autori più quotati, che mi attaccavano in indimenticabili proto-flame. Poi è arrivato Amazon e la tenzone si è spostata lì.

Da quello che proponi, la scrittura è anche veicolo di idee. In questi anni, a parte alcune eccezioni, si è assistito a un più o meno graduale ridimensionamento della figura dello scrittore visto come promotore di idee; lo stesso ruolo di promotore culturale dello scrittore sembra avere abdicato in favore dell’intrattenimento. Secondo te è così o gli autori tendono a ridimensionarsi per non inimicarsi nessuno? O forse c’è un modo differente di divulgare le idee? O semplicemente sono diversi i tempi? O c’è una decadenza culturale?
Credo che il mondo del lavoro attuale non favorisca la lettura e in genere la cultura umanistica. Internet fra blog, social network e quotidiani online sta gradualmente prendendo il posto dei libri, dei fumetti, dei saggi. Tuttavia non è la “Rivoluzione digitale” l’artefice di questo avvicendamento, credo che siano cambiati i quadri di riferimento, che una popolazione illetterata non dispiaccia a molti alti papaveri. Gli scrittori più scaltri se ne sono accorti.

La scrittura e la narrativa devono secondo te recuperare qualcosa? O sono sempre figlie di un tempo preciso?
La scrittura e la narrativa esisteranno fino a quando esisterà l’uomo. Ma finché le big preferiranno il guadagno facile alla divulgazione di testi validi ci sarà poco da recuperare e molto da perdere.

Quali sono i tuoi progetti in corso?
Un massiccio poliziesco dal titolo Non svegliate don Eupremio che vede il ritorno del redivivo maresciallo Alfonso Guarna, nuovamente vedovo e trasferito per motivi disciplinari in provincia di Brindisi. Seguirà l’albo Silver di Scritture Aliene.

E per il futuro? A cosa punti?
Al momento a trovare una casa in cui stabilizzarmi con la famiglia. Sogni di gloria letteraria non ne coltivo più da un pezzo.

E quale futuro per il mondo editoriale, secondo te?
Un futuro che somiglia molto al presente della fantascienza. Scrittori e lettori che coincidono alla perfezione, totalmente avulsi dal mondo.

Velluto nero: la trama
La professoressa Roxanne Carrisi è una donna bella e molto intelligente. Dotata di notevole intuito per gli affari, fonda una scuola di insegnamento della lingua inglese e la fa prosperare sbaragliando la concorrenza. Tuttavia, malgrado il cinismo di facciata, si rivela sprovveduta nei rapporti con gli uomini, che spaventa con il suo modo di fare energico e spesso aggressivo. Dopo un paio di fidanzamenti falliti miseramente con molti rimpianti, incontra un giovane milanese simpatico e di bell'aspetto che le propone di sposarlo. Lei ne è rapita, ma qualcosa in cuor suo le suggerisce di lasciar perdere...

L'autore: Vito Introna

Nasce a Bari nel 1970 e lì ha conseguito la licenza liceale classica (1988) e la laurea in Giurisprudenza (1993). Avvocato, in passato è stato un apprezzato web scrittore di fantascienza, con lo pseudonimo di Edorzar. Ha all'attivo pubblicazioni di altri generi letterari, tra cui il giallo.
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Scheda Tecnica del Libro
Velluto nero
di Vito Introna
Genere: Rosa/Chick-lit
Casa editrice: Edizioni Dal Sud
Anno: 2018
Formato: cartaceo
Prezzo: 14,00 €
Pagine: 248
ISBN: 978-8875532604
Acquistabile su tutti gli E-Store e in libreria
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