venerdì 5 ottobre 2018

Il Commissario Botteghi e il Mago: da un omicidio, all'ultima illusione di Wetryk, il noir che conquista

di Roberta De Tomi

Torno alle recensioni, dopo alcuni mesi di assenza giustificata (progetti, eventi e altro), per proporvi quella di un romanzo che mi ha affascinato per tutta una serie di ragioni che vi spiegherò meglio nel post. Vengo alle presentazioni: Il commissario Botteghi e il mago: L'ultima illusione di Wetryk (Fratelli Frilli Editori) dell'autore livornese Diego Collaveri. Non si tratta della "prima volta" per Mario Botteghi, già protagonista di altri casi in cui mette in campo notevoli doti investigative unite a un temperamento peculiare, che fa del commissario un personaggio unico. In questo nuovo episodio, Botteghi entra, è il caso di dirlo, nel magico mondo degli illusionisti, sulle tracce di un passato che sarà latore di clamorose rivelazioni. Ovviamente, vietato spoilerare, ma ora arrivo alle spiegazioni: ecco perché vale la pena leggere questo noir.

C'è un'atmosfera malinconica, il senso di una decadenza legata allo scorrere del tempo: Diego Collaveri la intreccia alle vicende sviluppate all'interno della trama, nel declinare gli stati d'animo del Commissario Botteghi. Il protagonista si inserisce perfettamente all'interno dell'ambiente, grazie a una serie di rispecchiamenti che rimandano l'uno all'altro senza soluzione di continuità. L'effetto è una congruenza che uniforma il mood dell'intreccio, ricco e articolato, ma sorretto da quello che potremmo chiamare un robusto (ma mai sterile) mestiere di scrittura. Tutto inizia, ovviamente con un omicidio.

Ecco la trama, in breve
Livorno. La morte di un notaio, in una villetta liberty sul viale Italia, sembra legata alla vendita dell'immobile e al suo originale proprietario Antonio Pastacaldi, conosciuto in tutto il mondo come Wetryk, illustre mago livornese del secolo scorso, oggi dimenticato, ritiratosi misteriosamente all'apice del successo. L'interesse degli acquirenti, appartenenti al settore illusionismo, verrebbe dal casuale ritrovamento di una lettera in cui il mago rivela di un favoloso trucco per il suo grande rientro, purtroppo mai avvenuto, ma l'apparizione di un fantomatico erede sta rischiando di scombinare i loro piani. Pur affascinato dal mistero di Wetryk, il commissario si mostrerà scettico, restando con i piedi per terra, fino a quando una scoperta eccezionale lo farà ricredere. Riscoprendo l'ascesa e la caduta nell'oblio del nome di Wetryk, riuscirà Botteghi a strappare il velo dell'illusione che nasconde la verità sul caso, restituendo al tempo stesso alla città il suo illustre concittadino, rivelandone l'antico segreto?

Diego Collaveri innesta sottotrame che si intrecciano alla principale in maniera fluida. Certo, a tratti il lettore può avvertire un senso di disorientamento, chiedersi quando si tornerà al caso Wetryk, così ricco di interrogativi e ispirato a un argomento curioso, ovvero l'illusionismo; ma la forza della storia sta anche nei molteplici piani di lettura che rendono il romanzo compiuto e dall'ampio respiro. Se è vero che l'omicidio e le relative indagini restano al centro della narrazione, è altrettanto vero che nel peregrinare (non a caso) del commissario per le strade della città, conosciamo sia il vissuto del protagonista sia quello di una Livorno di cui avvertiamo il palpito vitale, ma al contempo malinconico.

Livorno, città dell'autore e di Botteghi, è un personaggio-ambiente ricco di contrasti, in bilico tra bellezza e decadenza, vista dalla prospettiva  di chi ne ha conosciuto lati più sfolgoranti in un passato vagheggiato. Noi possiamo sentire la città, osservarla e viverla grazie a descrizioni che ce la raffigurano con poetica e insieme realistica precisione.

La città toscana, di cui l'autore ci restituisce aspetti anche molto coloriti, ospita personaggi pittoreschi, ma mai stilizzati. Ottima caratterizzazione anche per i comprimari e, ovviamente, potente la figura del commissario, un uomo colto in tutta la sua umanità e che, per questa ragione, si fa amare dai lettori e dalle lettrici.

Mario Botteghi è un burbero senza peli sulla lingua; tabagista convinto, dedito al suo lavoro, ha nel cuore diverse ferite che svela senza remore. Non è un supereroe, anzi, svela le proprie fragilità, mostrando quel lato che consente al lettore di empatizzare con lui.

Il commissario deve affrontare un caso legato a un prestidigitatore, un tempo di grande successo, ma a oggi, ormai sconosciuto. Una questione ereditaria scatena una vera e propria caccia al tesoro, condita da ambiguità e improvvisi colpi di scena, culminanti in quello classico del finale. In tutto questo osserviamo un crescendo ben orchestrato da un autore che, ricordo, ha anche una notevole competenza cinematografica, oltre che letteraria e musicale, e nella costruzione degli eventi, ce ne accorgiamo. Non ci sono eccessi, se non quelli legati a espedienti dettati dalla necessità di tenere il lettore attaccato; a questo si aggiunge una penna dotata di grande sensibilità.

A proposito dello stile: Diego Collaveri non segue la linea dell'essenziale, prevalente nella narrativa del genere; il suo è uno stile ricco, denso di descrizioni che tuttavia non rendono statica la vicenda in quanto la penna sa dosare elementi e registri, a partire dalla lezione del cinema. Non mancano riferimenti alla cronaca e alla Storia livornese, nonché alla narrativa, come ad esempio al racconto Mario e il mago di Thomas Mann. La lettura scivola bene e fornisce ore molto piacevoli. Non mancano anche lampi di umorismo e ironie che spezzano la tensione; il tutto sempre ben orchestrato e sempre pertinente.

Per concludere
Il commissario Botteghi e il mago è un romanzo "pieno". Diverse le sottotrame che si dipartono dalla principale, basata su un tema curioso e poco battuto dalla narrativa. Senza rincorrere le mode Diego Collaveri, è autore di un'opera di ottimo livello, di piacevole lettura, caratterizzata da una malinconia che arriva al cuore, ma anche da colpi di scena e guizzi di ironia che sono il frutto del lavoro di un narratore abile, dotato di una notevole sensibilità. Un libro consigliato!

L'autore: Diego Collaveri
Dal 1992 al 2000 lavora in campo musicale, collaborando con Emi Music come chitarrista, arrangiatore e paroliere. Nel 2000 comincia a scrivere narrativa e poesia, ottenendo premi e riconoscimenti.Nel 2001 vira verso la sceneggiatura, prima teatrale e poi per il cinema breve; l'anno successivo con la prima regia vince il concorso Minimusical indetto da La Repubblica e Fandango, con quest'ultima collaborerà come sceneggiatore per i successivi quattro anni. Intraprende un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (tra cui Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi), studiando storia della cinematografia mentre lavora sui vari set.Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per produzioni video(videoclip, backstage, live show, booktrailer). Nel 2006 viene invitato dall’Universtià di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, a intervenire nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”. Nel 2009 viene inserito nell’Enciclopedia degli Scrittori Contemporanei. Nel 2013 alcuni suoi racconti noir sono apparsi sul settimanale Cronaca Vera. Dal 2014 collabora con LaTelaNera.com come critico cinematografico. Dal 2015 al 2017 è docente di sceneggiatura e storia del cinema presso Scuola di Scrittura Carver di Livorno.È tra gli autori che hanno prestato l’incipit per la Staffetta di Scrittura  Creativa  2018 della associazione BIMED(Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo) per le scuole superiori, in collaborazione con Ministero della Pubblica Istruzione.Nel 2018 è tra i docenti del corso Form.Ed – Tecnico della Gestione delle Fasi di Lavorazione Editoriale indetto da Provincia di Livorno e Regione Toscana.È tra gli ideatori di “Paura sotto la Pelle”, prima rassegna di incontri in Italia dedicata al genere mistery/crime e le sue trasposizioni tra narrativa, cinema e fumetto, tenutasi a Bologna a dicembre 2017, patron Pupi Avati. Finalista Premio Alberto Tedeschi – Il Giallo Mondadori 2015. Finalista Garfagnana in Giallo 2016 e 2017. Menzione speciale della giuria Festival Giallo Garda 2017 e 2018, Premio Best al premio letterario internazionale di Montefiore 2018. Oltre alla serie Anime Assassine, nel genere noir è autore per Fratelli Frilli Editori di L’Odore Salmastro dei Fossi, Il Segreto del Voltone, La Bambola del Cisternino (in concorso al Premio Scerbanenco 2017).

Scheda tecnica del libro
Il Commissario Botteghi e il mago: L'ultima illusione di Wetryk
di Diego Collaveri
Casa Editrice: Fratelli Frilli Editori
Collana: I Tascabili
Genere: Noir
Pagg. 240
Costo: €12,90
Isbn 9788869432958

Sito web Diego Collaveri: clicca qui

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